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ecomusei costa saracena: espressione dell置omo e del tempo
 
ECOMUSEI COSTA SARACENA: ESPRESSIONE DELL旦OMO E DEL TEMPO
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FONTE NOTIZIA: http://nuovitalia.com
Turismo, COSTA SARACENA (ME)

Maria Di Luca Lutupitto, laureata in scienze del turismo culturale e collaboratrice di Carlos Vinci, ideatore e responsabile del Progetto 泥imorando di Brolo, e operatore turistico orlandino, nel promuovere le ricchezze del nostro territorio, hanno voluto documentarsi sul ruolo degli Ecomusei nell誕mbito delle scelte turistiche di amministratori e del settore.

di Linda Liotta

Abbiamo incontrato la dottoressa Di Luca per chiederle di spiegarci cosa siano gli ecomusei, come possiamo preservarli e trasformarli in volono turistico per le comunit che ricadono nel territorio della Costa Saracena. Ho sintetizzato la sua ampia ed esaudiente risposta ai quesiti cos:

Nei percorsi di crescita e sviluppo della storia dell置omo si concentrano e sommano millenni di conoscenza e bellezza, da tramandare ai posteri . ネ questo il cosiddetto 撤atrimonio dell置manit熹 che, proprio in quanto tale, deve appartenere a tutti e, soprattutto, tutti devono poterlo usufruire perch costituisce  l段nsieme della nostra storia. Infatti, riconosciamo i diversi periodi del passato nelle forme architettoniche, nei tratti della pittura, nella scultura con le sue svariate forme: beni materiali a portata di mano, da osservare, toccare e da destinare ogni volta a nuova vita. A questa memoria se ne aggiunge un誕ltra, pi evanescente forse, ma pi radicata e coinvolgente quella che consiste nei beni immateriali: i dialetti, gli usi, le tradizioni, i canti, i balli e, non ultima per importanza e peculiarit, la gastronomia, questi beni costituiscono il prezioso bagaglio che contribuisce ad accrescere la cultura dell旦omo.

Beni materiali e immateriali acquistano un valore nel tempo e per i posteri solo se recuperati e ben conservati.

Complesso risulta essere il recupero e impegnativa la conservazione di questo patrimonio ed stato l段ngegno e l段stinto umano che, nel corso dei secoli, hanno dato vita allo sviluppo di uno spazio museale, ovvero alla costruzione di un contenitore, in grado di accogliere al suo interno lo studio, l誕nalisi ma anche la divulgazione dei sedimenti, delle tracce lasciate dall置omo sul cammino della sua storia, insomma di un museo a cielo aperto, lEcomuseo.

Il prefisso 兎co non sta ad indicare un museo ecologico inteso come naturalistico, bens guarda alla totalit del territorio, comprensiva di patrimonio culturale, storico, naturale e umano.

Il termine ecomuseo viene utilizzato per la prima volta da Hugues de Varine il quale, prendendo spunto dall段dea dell弾tnologo Rivi鑽e, lo definisce attraverso i tre elementi che lo caratterizzano: il territorio, visto non pi come un semplice spazio ma come un importante palcoscenico sul quale s段ntrattengono relazioni umane; la popolazione, principale protagonista e il patrimonio, identificato come l段nsieme dei reperti materiali e immateriali che riflettono l段dentit di una comunit.

Il patrimonio non pi considerato come una collezione statica, bens si allarga allo spazio e al paesaggio.

L弾comuseo, cos concepito, diviene 砥no specchio all段nterno del quale una comunit pu guardarsi e ritrovare la propria identit熹 ed lo stesso specchio che viene offerto ai suoi ospiti per farsi meglio comprendere, nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti e della sua intimit. Non un semplice museo quindi, ma 砥n弾spressione dell置omo e della natura, del tempo e dello spazio.

Il panorama locale si presenta come un palcoscenico animato che pu essere valorizzato da molte spinte come, per esempio, l誕llestimento di itinerari tematici o di percorsi geografici i quali poi verranno interessati da attivit artigianali tradizionali, le quali potrebbero poi essere valorizzate da specifiche iniziative che uniscono attivit ancora in corso illustrandone le radici territoriali.

Tutto ci contribuisce alla costruzione di un弛fferta diversificata, creando cos le condizioni per generare un誕ttrazione turistica che si traduce in opportunit reale di sviluppo economico dell段ntero territorio, vero e proprio obiettivo strategico dell脱comuseo.

Oggi, il fenomeno ecomuseale diventato una realt internazionale che interessa in particolar modo la Francia, la prima nazione che ha fatto tesoro di questa grande innovazione.

In Italia, terra ricca di patrimonio storico, culturale, ambientale e paesaggistico, l段stituzione ecomuseale arriva con un netto ritardo rispetto agli altri paesi europei. ネ nell棚talia settentrionale che si avviano i primi esperimenti che giungono, fra l'altro, soltanto nella seconda met degli anni Novanta.

La regione capofila che per prima ha riconosciuto l段mportanza ed il valore degli ecomusei il Piemonte nel 1995. Il centro sud d棚talia, rispetto al Settentrione non ha avuto un notevole sviluppo ecomuseale. Per quanto riguarda la Sicilia, autentico crogiolo di etnie e popoli c定 stata un段ndividuazione da parte del portale nazionale che ha riconosciuto alcune aree che si avvicinano agli Ecomusei, ma in mancanza di una legge regionale, essi non sono stati ancora formalmente istituiti.

Quest弛ttica di valorizzazione del territorio, una prerogativa che ben si sposa con le moderne esigenze di promozione di diverse realt locali: il caso della Costa Saracena.

Dall誕nalisi delle potenzialit di un territorio come la Costa Saracena, nata l段dea di un nuovo modello di sviluppo incentrato proprio sulla forma ecomuseale: l脱comuseo della Costa Saracena, che costituirebbe una vera e propria novit per la Sicilia Nord-Orientale.

La Costa Saracenasi colloca sul versante settentrionale della Sicilia, in provincia di Messina. Si estende tra il promontorio di Capo Calav e la baia di San Giorgio fino alle spiagge di Piraino, Brolo e Capo d丹rlando con un entroterra ricco di storia, bellezze naturali ed artistiche, incastonate in paesaggi ed ambienti incontaminati.

Il territorio comprende sette comuni: Gioiosa Marea, Sant但ngelo di Brolo, Piraino, Brolo, Ficarra, Naso e Capo d丹rlando.

Il lavoro d段ndagine e di rilievo svolto all段nterno del territorio ha permesso di costruire un percorso geografico costituito da una rete d段tinerari incentrati su tematiche ben precise, mettendo in evidenza le caratteristiche che fanno parte dell段dentit culturale delle comunit comprese nel territorio.

Il percorso si sviluppa in cinque itinerari: 

1. La Tonnara di San Giorgio, testimonianza della realt marinara della piccola frazione di Gioiosa Marea.

2. Il Sentiero della Spiritualit di Sant但ngelo di Brolo, dedicato alla religiosit popolare.

3. La vita quotidiana dal Quattrocento al Novecento, itinerario etnografico sviluppato fra i comuni di Brolo e Piraino.

4. La via della Seta e della Pietra, cammino che ripercorre la storia e le tradizioni di Ficarra.

5. Architettura & dimore nobiliari, viaggio culturale attraverso i comuni di Naso e Capo d丹rlando.

Di ciascun percorso ci occuperemo ampiamente nel prossimo articolo. Un cordiale ringraziamento a Carlos Vinci ed alla sua cortese collaboratrice per avermi dato la possibilit di compilare questo articolo.

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