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Domenica 27 Settembre 2020 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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presentato il cd di pippo marino: “la mia banda, le mie marce”
 
PRESENTATO IL CD DI PIPPO MARINO: “LA MIA BANDA, LE MIE MARCE”
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Attualità, ALCARA LI FUSI (ME)

Così le mitiche Rocche del Crasto che sovrastano Alcara Li Fusi hanno riverberato per l’etere al crepuscolo del mese di giugno, le musiche originali per banda dirette da Andrea Marino (figlio dell’autore), provenienti dalla gremitissima sala di rappresentanza della “Società Agricola”. Dieci melodie coinvolgenti e sconvolgenti insieme che, pur contenendo alcune “pennellate” attinenti la stretta sfera affettiva, rappresentano una cartolina che illustra più ampiamente l’alcaresità del compositore raccolte in un interessante Cd dal titolo “La mia banda, le mie marce”.

La proposta del concerto, interpretata magistralmente da quaranta strumentisti e che apre con “Olè” composizione dal pittoresco taglio da corrida spagnola, passa senza soluzione di continuità all’esecuzione di “Banda Marino” marcia sinfonica composta, come dice l’Autore, in “un momento felice della mia vita”; quindi è la volta di “Valeria” composizione trasudante freschezza musicale che il compositore ha dedicato alla nipote.

A questo punto non poteva mancare quella dedicata ai suoi concittadini che il Maestro chiama affettuosamente “Miei cari alcaresi”, composizione sinfonica scritta in un momento contrastato di relazioni umane tra l’Autore e il mondo musicale che lo circonda. Più tardi nella vita di Pippo Marino torna la “luce” con la nascita del nipotino Salvatore e  per la gioia scrive la dinamica “Totò”, coacervo di assonanze e dissonanze che ascoltandole ci fanno tornare alla memoria i versi del poeta messinese Nino Saitta, che così recitavano: “Cadi e suggiti/’nchiana e scinni./ Megghiu  mi vaddamu i picciriddi/e nni scialamu”.

Poi è la volta della struggente “Giovanna”, marcia che vede nella signora Giovannina, una sorta di moto perpetuo  che l’Autore affida alle sette note di dire e raccontare della mamma. Poi affiorano i ricordi lentinesi con “Giuseppina”, composizione che si compendia con l’altrettanto brillante melodia  “Lentinesina” dedicata alla moglie di origini lentinesi.

In crescendo è la volta dell’Inno in onore di Giovanni Paolo II che il maestro diresse in piazza S. Pietro nel settembre del 1999. Conclude la compilation  la straordinaria “Semplice”.

Da “Gazzetta del Sud” – NINO VICARIO            

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