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Lunedì 21 Ottobre 2019 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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messina – deturpato il monumento alla “batteria masotto”
 
MESSINA – DETURPATO IL MONUMENTO ALLA “BATTERIA MASOTTO”
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Cronaca, Q-MAGAZINE

Alcuni giorni prima della ricorrenza del 1° Marzo in cui si commemorano i caduti della Battaglia di Adua, 1° Marzo 1896, il monumento ad essi dedicato, una splendida opera in bronzo denominata “Batteria Masotto”, è stato deturpato da una scritta indecente che mandava “a quel paese” la Patria, in termini volgari. La scritta a caratteri cubitali in vernice nera era accompagnata dal simbolo dell’anarchia. Ci si chiede il perché di tanta volgarità che ha rammaricato tutte le Istituzioni, ma non solo; semplici cittadini hanno mostrato una netta condanna per l’accaduto. Ma che cos’è la Batteria Masotto e perché si chiama così? Ricordiamo la storia: al Governo italiano c’era il siciliano Francesco Crispi per il quale la missione dell’Italia era quella imperiale verso il Mediterraneo e l’Africa.

Egli in politica estera rafforzò i legami con i due alleati della Triplice: Austria e Germania, ma soprattutto con quest’ultima nella cui capitale, Berlino, si recò più volte anche nel 1888 in occasione del viaggio di Re Umberto nella città tedesca. Crispi era sostenitore della politica coloniale ad ogni costo e ad ogni disfatta dell’Esercito italiano rispondeva mandando rinforzi, come avvenne dopo la sconfitta dell’Amba Alagi del 7 Dicembre 1895, in cui si sacrificò il Magg. Pietro TOSELLI, quando la Camera stanziò altri venti milioni di lire per far giungere i rinforzi. Anche dalla Trinacria erano arrivati rinforzi con le cosiddette Batterie Siciliane nate dalla scissione della 4^ Batteria da montagna comandata dal Cap. Umberto MASOTTO, veneto, distaccata da Palermo a Messina.

La missione in Africa era stata preceduta da un durissimo addestramento fra le montagne delle provincie di Messina, Catania, Caltanissetta e Palermo. Tra gli Ufficiali del Cap. MASOTTO c’erano i messinesi, Tenenti: AINIS, SAYA e PETTINI. Quando arrivò la data della partenza il 18 Dicembre 1895 a Messina una gran folla fin dal mattino si radunò alla Dogana dove sul vapore “Singapore” s’imbarcavano materiali, soldati e quadrupedi. E verso le 14:00 un corteo formato da professori e studenti dell’Università, del Liceo, dell’Istituto Tecnico, dei convitti Alighieri e Cappellini, preceduti dalla Banda di quest’ultimo, aveva accompagnato il Corpo di Spedizione per le vie della città con canti patriottici diretto ai Magazzini Generali dove stazionavano i soldati in partenza. Il Sindaco di Messina, barone NATOLI, assieme alla Giunta, si era recato a salutare gli Ufficiali. Il Cap. MASOTTO espresse tutta la sua gratitudine al Sindaco e alla città in una lettera che inviò il giorno successivo in cui si leggeva:<>.

Però ormai in terra d’Africa le truppe dell’Imperatore di Etiopia erano sul piede di guerra contro i soldati coloniali. All’alba del 1° Marzo, i 16.000 soldati italiani, in attesa di ulteriori rinforzi, sboccarono nella conca di Adua, dopo una marcia notturna di oltre dieci ore, armi in spalla e assonnati, passando quindi dalla marcia in quelle condizioni al combattimento e dal combattimento alla distruzione completa. Il Cap. MASOTTO fu falciato per primo dal fuoco nemico e il Ten. Emilio AINIS fu finito a sciabolate. A perenne ricordo di quei soldati esiste ancora oggi a Messina, alla Passeggiata a Mare, il bel monumento bronzeo chiamato “Batteria Masotto” scultura di Salvatore BUEMI, di Novara di Sicilia, realizzata con i fondi raccolti in città porta a porta e inaugurata il 20 Settembre 1899 alla presenza del Duca d’Aosta.

Anche la Sanità militare in Africa subì pesanti perdite di uomini e mezzi.

Essendo stato con l’incarico di Dirigente medico in Missione delle Nazioni Unite per l’Operazione di peace keeping in Etiopia-Eritrea, ho visto coi miei occhi la grande opera fatta erigere, in località Addi Guala, nell’anno XV E.F. a ricordo dei caduti della battaglia di Adua. In essa esiste: un ossario con la tomba, fra le altre, del Cap. Umberto MASOTTO; steli con numerose scritte in lingua italiana fra cui spicca quella: “O Italia per te ridenti gittammo l’anima al fato nero” e commuove la consueta: “La Patria ai caduti di Adua 1° Marzo 1896”.

Ricordo ancora il decoro con cui era tenuta la succitata opera funeraria. Non è certo eiusdem furfuris ciò che è accaduto a Messina!

“FELIX QUI POTUIT RERUM COGNOSCERE CAUSAS”

Dr. Angelo PETRUNGARO

L'articolo Messina – Deturpato il monumento alla “Batteria Masotto” proviene da Nebrodi24.

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