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Marted́ 19 Giugno 2018 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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MESSINA – LA SANTA PASQUA DELL’ASS. NAZ. DELLA SANITÀ MILITARE ITALIANA
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Eventi, Q-MAGAZINE

Organizzato dallla Sezione di Messina dell’Ass. Naz. della Sanità Militare Italiana, Presidente il Gr. Uff. Dr. Angelo Petrungaro, nell’imminenza delle Festività pasquali, in un noto ristorante della riviera tirrenica, si è svolto un incontro conviviale con la partecipazione di numerosi soci.

 

Nell’occasione si sono ricordati i fasti della Sanità Militare: l’Università Castrense, ossia l’università operante sui campi di battaglia durante la Grande Guerra, frequentata anche da studenti siciliani come il S. Ten. Medico Giuseppe Catalano e il S. Ten. Medico Egidio Pafumi e i monumenti ai medici italiani caduti in guerra, che sono pochi, ma quello che c’è alla Scuola di Applicazione Militare in Firenze, ne vale cento, il cui significato simbolico è: “Il medico tra le raffiche di morte riaccende la vita”. Si sono commentati anche fatti di cronaca recente come la volontà di revocare la Medaglia concessa nel Giorno del Ricordo per le vittime delle Foibe al Capitano Paride MORI (cl. 1902) Medaglia d’Oro al V.M. che dopo l’8 settembre 1943 continuò a combattere e difendere il confine nordorientale d’Italia dall’occupazione e dall’usurpazione slava.

Egli non fu vittima delle Foibe, ma uno di “quelli diversamente massacrati dai partigiani di Tito” come recita la Legge n. 92 che riconosce il diritto ai conferimenti.

Egli infatti venne massacrato dai partigiani rossi nei pressi di Santa Lucia d’Isonzo insieme al suo motociclista Costantino DI MARINO il 18 febbraio 1944. Il Capitano Mori, con i suoi bersaglieri dell’8° Reggimento “Luciano Manara”, nel disastro dell’8 settembre 1943, non si pose il problema di cosa fare, ma, in un momento caratterizzato dal tracollo dei valori Onore Dovere Patria, scelse la fedeltà alla Patria onorando i tre valori in un sol colpo.

Insieme al Cap. Paride MORI si è ricordato il Gen. Tito AGOSTI (cl. 1889) Ufficiale di Cavalleria pluridecorato al Valor Militare e comandante della Divisione “Littorio” che il 18 luglio 1944 ancora in Germania ricevette la visita del Duce e quando a metà ottobre 1944 arrivò l’ordine di rientrare in Patria il comandante AGOSTI così parlò alle truppe:

Voi vi accorgerete, appena messo piede in casa nostra, che pochi sono in Italia quelli che comprendono, che sentono, che vedono la realtà del nostro presente e del nostro avvenire. Molti esitano, pochi credono; moltissimi attendono, pochissimi operano”.

Sul fronte orientale Paride MORI difese la terra italiana, sul fronte occidentale la “Littorio” sostenne una durissima battaglia al fine d’impedire alle truppe francesi e americane di penetrare in terra piemontese. Entrambi hanno molto amato la Patria.

Tutti i convenuti si sono augurati che l’esempio dei due eroi che la fede è una come la Patria possa essere di monito alle nuove generazioni.

Dr. Angelo PETRUNGARO

 

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