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Lunedì 11 Dicembre 2017 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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LA DIPENDENZA DAI SOCIAL NETWORK
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Salute & Benessere, Q-MAGAZINE

Gli adolescenti di oggi sono “nativi digitali”, cioè nati direttamente nell’era tecnologica, abituati al multitasking e allo smartphone, sempre connessi a social network e chat.           
 



In realtà l’esperienza quotidiana è cambiata radicalmente in seguito alla nascita e alla diffusione dei social, non solo per gli adolescenti ma anche per gli adulti:non riusciamo più ad immaginare la nostra giornata senza utilizzare computer o smartphone.

Quando si parla di social network si tende sempre ad enfatizzarne gli aspetti positivi, in quanto fonte di nuove opportunità, nuovi modi di relazionarsi e comunicare, occasioni di scambio, svago e divertimento. Accanto a questi aspetti, emergono però sempre più lati oscuri e minacce legati a  meccanismi poco visibili e ad un uso eccessivo di tali strumenti.

Se un utilizzo adeguato, entro determinati limiti, favorisce la socializzazione e la costruzione della propria identità, al contrario un eccesso può portare a una restrizione delle relazioni con gli altri e infine all’isolamento, in quanto l’esperienza virtuale viene percepita e vissuta come più gratificante rispetto a quella reale, rischiando così di perdere la dimensione temporale e di trascorrere ore e ore nel mondo virtuale, riducendo drasticamente il numero delle esperienze reali.

L’utilizzo compulsivo dei social network può interferire sullo studio o sul lavoro e può complicare notevolmente il raggiungimento degli obiettivi, con un impatto significativo sulla produttività individuale e sulla dimensione relazionale. 

Alcuni comportamenti sono spie di una possibile dipendenza da social network, come ad esempio connettersi più volte nelle stesse ore, pensare costantemente a Facebook, sentirsi tesi o nervosi se non si ha la connessione,connettersi come prima cosa al mattino, interrompere ripetutamente il lavoro o lo studio per controllare il profilo etc.

L’abuso di questi strumenti è alimentato da meccanismi psicologici e neurologici di piacere, soddisfazione, affettività ed autostima, prodotti dai social, ma il senso di sicurezza  e socialità che essi offrono è del tutto virtuale e fittizio e può anche sfociare in dipendenza e isolamento sociale.
Qualora ci si renda conto che internet sta prendendo il sopravvento sulla propria vita, che la lontananza dai social network provoca rabbia, aggressività o insonnia, allora è importante rivolgersi ad uno specialista per affrontare questi problemi con un percorso adeguato.

Oriana Fiorito

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