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Martedì 26 Settembre 2017 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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8 settembre 1943! la verità storica merita di essere conosciuta!
 
8 SETTEMBRE 1943! LA VERITÀ STORICA MERITA DI ESSERE CONOSCIUTA!
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Attualità, ITALIA

I prodromi delle trattative del Governo Badoglio con gli Angloamericani risalgono all’estate 1943 quando i sospetti dei Tedeschi vengono confermati dalla intercettazione della telefonata fra Churchill e Roosevelt avvenuta nella prima ora del mattino del 29 Luglio, come si legge nel Diario di guerra dell’Alto Comando tedesco.

Per avere chiarimenti col Governo Badoglio, i Tedeschi chiedono e concordano un incontro fra rappresentanti politici e militari di ambo le parti perché vogliono collaudare la dichiarata volontà badogliana  di continuare la guerra e il Governo italiano accetta per dilazionare gli eventi visto che già erano in  corso trattative con gli Alleati.

L’incontro avviene ed è l’ultimo della cooperazione ufficiale italo-tedesca.

I primi approcci italiani con gli Alleati avvengono il 9  Agosto a Lisbona e falliscono la via diplomatica perché gli interlocutori preferiscono quella militare perciò la missione è affidata al Generale Castellano che parte da Roma il 12 Agosto e arriva a Cassibile in Sicilia il 31 dello stesso mese dopo avere fatto tappa a Madrid dove alla domanda dell’Ambasciatore inglese Samuel Hoare: Che cosa farebbero gli Italiani in relazione alla richiesta alleata di resa incondizionata, il Castellano rispose che alla resa offriva contemporaneamente la partecipazione alla guerra contro i Tedeschi.

La proposta, fatta arrivare via telegrafo a Londra e quindi a Quebec dove Churchill si trovava, fu accettata; non solo da lui, ma anche da Roosevelt e perfino da Stalin interpellato a proposito. I tre redassero il Documento che porta il nome della città canadese e che fu consegnato a Castellano a Lisbona la notte del 20 Agosto. Intanto l’invasione anglo-americana dalla Sicilia prosegue verso la penisola, infatti il 3 settembre 1943 l’8° Armata britannica sbarca in Calabria e lo stesso giorno alle ore 17.00 a Cassibile si firma la morte della patria.

L’armistizio - comunicato dal maresciallo Badoglio l'8 Settembre alle ore 19,45 dopo la notizia data da Radio Algeri, da Radio Londra e dallo stesso Eisenhower - ­ in realtà era stato firmato il 3 Settembre a Cassibile dal Gen. Castellano in rappresentanza del Governo italiano e dal generale statunitense Walter Bedel Smith in rappresentanza degli Alleati, sotto la denominazione: "Short Military Armistice”.

Lo stesso giorno, mentre a Cassibile veniva posta la firma, Rahn - l’ambasciatore tedesco a Roma - incontrando nella capitale Badoglio e palesando la diffidenza di Hitler nei riguardi dell'atteggiamento dell'Italia, riceve come risposta rassicurante: "Sono il più vecchio Generale d’Italia, mi chiamo Badoglio, mi riesce incomprensibile la diffidenza di Hitler, vi do la mia parola d'onore che marceremo con voi fino in fondo, abbiate fiducia”.

Anche il sovrano Vittorio Emanuele III, che era presente al colloquio, ribadendo la fedeltà dell’Italia verso l'alleato tedesco, così si esprime: "Dica al Fuhrer che l’Italia non capitolerà mai, è legata alla Germania per la vita e per la morte”. Gli Anglo-americani hanno imposto all’Italia la resa senza condizioni - unconditioned surrender - in cui l'aggettivo unconditioned significava consegna delle tre Armi: Esercito, Marina, Aviazione - dopo avere occupato la Sicilia ed effettuato lo sbarco in Calabria, continuando a seminare morte in Italia.

Esempio ne sono i tre paracadutisti della “Nembo" che morirono il giorno stesso dell'armistizio allo Zilastro (Aspromonte), sostenendo un aspro combattimento contro i Canadesi dei reggimenti "Dortmund' e "Nuova Scozia ".

Conseguenze dell'atto ignominioso sono stati: la partenza, o per meglio dire la fuga, il 9 Settembre alle 5 del mattino, della famiglia reale insieme con il Governo e lo Stato Maggiore al completo; lo sbando dell'Esercito italiano lasciato senza ordini; la consegna da parte della flotta italiana, ancora in piena efficienza, agli Inglesi nel porto di Malta. Immediatamente e dopo, tanto fu lo sdegno e la grande delusione anche tra i militari, fra cui l'eroico sommergibilista atlantico comandante Fecia di Cossato che scrisse alla madre prima di suicidarsi il 27Agosto 1944: "Siamo stati indegnamente traditi e ci troviamo ad aver commesso un gesto ignobile”.

Lo stesso Eisenhower nel suo diario di guerra scrisse: "La resa dell’Italia fu uno sporco affare, tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l'Italia è la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della R.S.I. "
La verità storica merita di essere conosciuta! [1]
Dr. Angelo Petrungaro
 

[1] Angelo Petrungaro “La Cavalleria da Sebastopoli alla R.S.I. Istituto Novecento Editore 2008
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