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impianti di biomasse e di rifiuti secchi trattati: il territorio si ribella! il convegno a rocca di caprileone
 
IMPIANTI DI BIOMASSE E DI RIFIUTI SECCHI TRATTATI: IL TERRITORIO SI RIBELLA! IL CONVEGNO A ROCCA DI CAPRILEONE
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Attualità, TORRENOVA ME

“Salute a rischio sui Nebrodi”. Contro i tre impianti di Torrenova per la combustione di biomasse e di rifiuti secchi trattati prendono posizione ferma e decisa le associazioni “Legambiente Nebrodi” e “Zerowaste Sicilia” che hanno organizzato a Rocca di Capri Leone nella sala Giovanni Paolo II in Piazza Faranda alle 19.30 di domenica 21 un convegno per spiegare le ragioni del no e per raccogliere firme contro i tre impianti. Il Comitato cittadino “No biomasse no Pirolisi” ha così “incassato” l’appoggio delle due importanti associazioni a cui presto se ne potrebbero aggiungere altre. Si infiamma così la protesta contro i tre impianti per la combustione di biomasse e di rifiuti secchi trattati la cui costruzione e messa in esercizio è prevista nel territorio di Torrenova. A dare inizio al dissenso, che si è allargato a macchia d’olio sui Nebrodi e, grazie a facebook, aveva raggiunto anche i giovani nebroidei sparsi in mezza Italia, il Comitato cittadino “No biomasse no Pirolisi” che, nei giorni scorsi, aveva puntato l’indice contro la realizzazione degli impianti, proposti dalla società “Nautilus” nella contrada Cuba che, per il comitato, sarebbero nocivi per l’ambiente e la salute pubblica.

Salvatore Castrovinci - Sindaco di Torrenova

Salvatore Castrovinci – Sindaco di Torrenova

Indice puntato quindi contro il sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci e i responsabili dell’azienda per i quali l’impianto non sarebbe invece pericoloso. “Meno veleni più salute” con questo slogan è stata avviata una raccolta firme che in poche ore ha raggiunto il numero di diverse centinaia. La risposta del sindaco, che ha incontrato i promotori dell’iniziativa, non si era fatta attendere: -E’ un allarmismo del tutto ingiustificato aveva replicato.

Si tratta di un impianto avveniristico, già previsto nell’ambito del protocollo di Kyoto sulle fonti di energia alternativa che produce appunto energia verde grazie alla distruzione di sfalci, ramaglie e resti di potature. Nella struttura, che è pure di piccole dimensioni non verranno trattati rifiuti. Ha superato gli esami del ministero dell’Ambiente e non necessita di autorizzazioni comunali. E aveva pure “denunciato” alla Procura: “Non è prevista la costruzione di alcun impianto per il trattamento di rifiuti, anzi tutt’altro – scriveva- e l’impianto di cui si parla non necessita di alcuna autorizzazione da parte del Comune.

L’argomento, posto, a torto o a ragione, sulla questione ambientale e della salute umana non poteva certo arrestarsi, in uno sistema democratico, paventando o ricorrendo “al diritto” tanto che, per domenica 21 giugno alle 19,30 era previsto a Torrenova, su iniziativa del Comitato che lotta contro l’impianto, su cui non c’è convergenza di vedute neanche sulla grandezza, che ritiene “tristemente noto in ambito sanitario”; un pubblico convegno per approfondirne i temi ambientali ed economici. E di approfondimenti c’è ne proprio bisogno, trattandosi di una materia “sensibile”, nuova e tecnica, attorno alla quale insistono leggi e leggine, anche sul modo di eliminare la ramaglia e gli sfalci agricoli che hanno creato non pochi problemi “interpretativi” a chi ha solo un fazzoletto di terra e magari rischia di sentirsi etichettato come chi immette nell’atmosfera diossina e simili “prelibatezze”.

Insomma c’è bisogno di capire, di rendersi conto senza ricorrere alla “carta bollata” e questo specie quando, sullo sfondo, di un’iniziativa che può anche essere lungimirante, sembrano aleggiare gli aiuti comunitari e i certificati verdi. In attesa del convegno e nella speranza che questo possa aiutare a capire, si può solo tentare di riportare, in generale e per stimolare il dialogo e la conseguente crescita culturale vedute diverse che, giocoforza, impongono delle considerazioni.

valerio biomasse

Federico Valerio

Dal sito “Eni scuola energia ed ambiente”: L’uso delle biomasse come combustibili è vantaggioso per diversi motivi. Innanzitutto non incrementa la quantità globale di anidride carbonica presente nell’atmosfera. Il processo di combustione delle biomasse, infatti, libera tanta CO2 quanta le piante ne assorbono nell’intero corso della loro vita. Inoltre, l’utilizzo di biomasse quali residui forestali, agricoli e delle lavorazioni del legno, contribuisce a tenere puliti boschi e terreni e crea nuovi posti di lavoro.

Sul web incontriamo Professor Federico Valerio, già membro della Società Italiana Chimici e di Medici per l’Ambiente e direttore del Dipartimento di chimica ambientale dell’Istituto Tumori di Genova”

Gli impianti a biomasse sono tutti illegali perché contrastano con il decreto Legislativo 155/2010 che, tra le sue finalità, prevede di “mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi”. E’ una finalità chiara, . L’illegalità è dovuta al fatto che tutti questi impianti, una volta entrati in funzione, hanno peggiorato la qualità dell’aria. Ma cosa si intende per biomassa?

pullella biomasse

Pino Pullella

Risponde Pino Pullella ingegnere esperto in energie alternative sostenibili- “ Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole inutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria, ma anche anche di tanto altro. Le macchine “bruciatrici” possono essere considerate ancora dei prototipi”. Gli interrogativi sono tanti: quanto consumano gli impianti? Può il territorio reggere in modo naturale la richiesta e per quanto?

E i consiglieri di opposizione hanno taciuto? No di certo. Calcò, Fiocco, Mileti e Palmeri hanno scritto: – Nell’ impianto – confluirebbero i rifiuti da tutti i Comuni dell’ATO 1 e per questo hanno chiesto all’amministrazione di conoscere i rischi connessi alla realizzazione dello stesso per il quale, ci risulta – concludono – da qualche giorno è stata depositata al Comune una dichiarazione di inizio attività”. Castrovinci però non ci sta:: E’ una nota di bassa speculazione politica. Gli stessi consiglieri di opposizione sanno che il progetto e la Dia sono già stati sospesi dall’ufficio tecnico. Preciso che è giunta una nota della Fasteco, titolare del progetto, con la quale si garantisce ampia disponibilità a delocalizzare altrove la realizzazione dell’opera qualora la stessa trovasse il dissenso dell’amministrazione.

ciclo-delle-biomasseGià sabato abbiamo tenuto comunque un incontro con i residenti di contrada Cuba nel quale abbiamo confermato che l’amministrazione non è disponibile alla realizzazione dell’impianto per cui abbiamo già preparato tutta la documentazione per bloccare la prosecuzione dell’iter. Ma allora salta tutto? In tanti tireranno, a torto o a ragione, un sospiro di sollievo. La situazione è fluida. Ora più che mai l’incontro di domenica è per così dire “obbligato”. A complicare tutto è arrivata la revoca dei locali per il convegno disposta dal sindaco che il comitato non prende bene: “Prendiamo atto della nota con la quale ci ha notificato, in data 15/6/2015, il Suo ripensamento circa la gia` assentita concessione dei locali di Piazza Autonomia dove era in programma un convegno sul previsto insediamento di impianti a biomasse nel territorio di Torrenova. La Sua evocazione di potenziali problemi di ordine pubblico connessi all’iniziativa ci lascia intravedere un clima non sereno…” Il dibattito però è confronto, voglia di capire, di esserci.

La motivazione non convince gli organizzatori, anzi, ha quasi l’aria di un “colpo di mano”. Dove sta la verità? Nel frattempo si rincorrono le leggende metropolitane che “vedono” in programma inceneritori in almeno altri quattro Comuni della zona. Tutto è fluido incerto. Di sicuro c’è che il territorio, per chi ci abita, è come la sovranità, appartiene al popolo ed il popolo deve sapere e capire e se non può farlo a Torrenova lo farà domenica a Rocca di Capri Leone.

I colpi di scena però continuano, giusto oggi il sindaco ha auspicato che ci possa essere un dibattito pubblico sulla questione però “in data 20/06/2015 (ovvero in altra data di vostro gradimento), orario da concordare”. La scelta della data – dice- è finalizzata ad evitare il sovrapporsi con il convegno organizzato dal Comitato per il giorno 21/06/2015. e poi dice: -Avrei chiarito che non si tratta di inceneritore, come riferito nel volantino e che in alcun modo saranno utilizzati rifiuti qualsiasi tipologia.

Enzo Caputo

Torrenova – Impianti di Biomasse e di rifiuti secchi trattati: il territorio si ribella! Il convegno a Rocca di Caprileone

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