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LO SPACCIO LUNGO LA FASCIA TIRRENICA, 5 CONDANNE IN ABBREVIATO
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FONTE NOTIZIA: Gazzetta Del Sud
Varie, PROVINCIA

Lo spaccio lungo la fascia tirrenica, 5 condanne in abbreviato È tempo di sentenze per sette imputati dell’operazione antidroga “Intreccio”che hanno optato per il rito abbreviato. Al termine dell’udienza celebrata ieri davanti al giudice Maria Luisa Materia, sono stati assolti Roberta Multari e Giovambattista Cuscinà, entrambi difesi dall’avvocato Salvatore Silvestro. Un “colpaccio” quello messo a segno dalla difesa, se si considera che il pubblico ministero Giuseppe Verzera aveva sollecitato, rispettivamente, 5 anni e 4 mesi di reclusione e 2 anni. La pena più alta è stata inflitta a Girolamo Stracuzzi, che si è beccato 4 anni e 8 mesi (a fronte dei 3 richiesti dall’accusa), due mesi in più di Giuseppe Strafallaci (nel suo caso il magistrato Verzera aveva invocato la condanna a 4 anni). Il giudice Materia ha poi affibbiato 2 anni e 4 mesi di pena ad Alessandro Duca (richiesta di 3 anni), un anno e mezzo a Sebastiano La Ganga (2 anni e 4 mesi invocati dal pm) e un anno e 8 mesi a Filippo La Ganga (2 anni e 4 mesi), rimesso in libertà. Quanto alla posizione di Domenico Parisi (rito ordinario), è stato prosciolto dal reato associativo per precedente giudicato e da due ipotesi di cessione di sostanza stupefacente (perché il fatto non sussiste). Lo stesso imputato è stato però rinviato a giudizio, per altri capi d’imputazione, al 21 gennaio prossimo, data in cui il processo si riunisce in un unico troncone. Ieri, presenti in aula per la difesa anche gli avvocati Nino Cacia, Alessandro Trovato e Domenico Andrè. L’inchiesta “Intreccio” ha smantellato un’organizzazione che si riforniva di droga per lo più a Mangialupi, per poi spacciarla nella fascia tirrenica messinese, anche a ragazzini. I componenti del gruppo si servivano di svariati stratagemmi allo scopo di aggirare i controlli delle forze dell’ordine e commercializzare marijuana, hascisc e cocaina. Le accuse formulate dalla Procura sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio di stupefacenti in concorso. Ci sono voluti due anni di meticolose indagini per mettere in ginocchio il gruppo criminale, che, secondo gli inquirenti, ruotava attorno a Francesco Turiano, del rione Mangialupi. Il fascicolo, nelle mani dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia, è stato aperto nel gennaio 2011, quando una donna, legata sentimentalmente a uno dei personaggi coinvolti nell’operazione, ha fornito spunti investigativi piuttosto interessanti.
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