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Martedì 25 Settembre 2018 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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per gli oltre 18 mila precari, la stabilizzazione sempre più a rischio
 
PER GLI OLTRE 18 MILA PRECARI, LA STABILIZZAZIONE SEMPRE PIÙ A RISCHIO
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POSTATA DA: Scaffidi Catrinella Lorenzo
Politica, PALERMO

La stabilizzazione per gli oltre 18 mila precari degli Enti Regionali, al momento, appare come un miraggio, e si accumulano, inoltre, i mesi di attesa degli stipendi arretrati a causa dei ritardi nell’approvazione della finanziaria bis della Regione.

Per loro la stabilizzazione si allontana sempre di più ed inoltre c’è il rischio concreto che già da ottobre il loro lavoro si interrompa del tutto.

I Comuni siciliani hanno fatto i conti e dopo aver lanciato l’allarme attraverso l’Anci Sicilia si dicono del tutto insoddisfatti della reazione della Regione. Il problema è duplice e riguarda sia la norma nazionale, ovvero la così detta legge D’Alia dal nome dell’ex Ministro che la promosse, sia la finanziaria regionale nata per risolvere il problema posto da Roma e che, secondo i comuni, lo avrebbe, invece, aggravato.

La legge nazionale prevede che si possa stabilizzare i precari solo nell’ambito dei posti disponibili e se si è rispettato il patto di stabilità.  Due condizioni che in larga parte, i comuni siciliani non hanno ma le stesse amministrazioni non possono rinunciare ai precari o la macchina amministrativa rischia di fermarsi.

La soluzione trovata a Palermo è nella legge finanziaria. Tre anni di finanziamento per prorogare i contratti ai precari e in questo periodo di tempo il loro censimento e la creazione di un albo per le stabilizzazioni. Ma secondo i Comuni questa strada è soltanto fumo negli occhi.

Il finanziamento sarebbe solo sulla carta e mancherebbero almeno 70 milioni di euro già nel 2014. Inoltre i trasferimenti regionali riguardanti i precari sono fermi ad ottobre dello scorso anno. se anche dovessero arrivare tutti i soldi previsti questi finirebbero a settembre 2014.

Per questo motivo i sindaci non hanno ancora firmato i contratti triennali proposti dalla Regione e si rifiutano di procedere alle stabilizzazioni perché in assenza di garanzie di trasferimenti il dissesto sarebbe inevitabile.

In pratica su 18.500 precari ci sono fondi solo per 3000. il tema è al centro di un acceso confronto che si sta sviluppando in questi giorni tra le sale dell’ARS, sperando che sia al più presto trovata una soluzione per i tanti precari degli Enti Regionali. 

 

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