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Lunedì 17 Dicembre 2018 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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comune vs caleg, che sia una 'battaglia' senza vincitori ne vinti!
 
COMUNE VS CALEG, CHE SIA UNA 'BATTAGLIA' SENZA VINCITORI NE VINTI!
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Attualità, SINAGRA (ME)

L'ennesima telenovela che vede protagonisti il comune di Sinagra, amministrato dal sindaco Maccora ed i titolari della Caleg, la fabbrica di Pellet che è ubicata in uno dei tanti capannoni di proprieta del comune, fa scrivere l'ennesimo capitolo "negativo", dato che entro il 28 marzo l'unica ditta siciliana che produce Pellet e che da lavoro a circa 10 operai, dovrà lasciare e quindi chiudere i battenti per morosità.

L’esecutività è stata consegnata dall’ufficiale giudiziario a seguito di una recente decisione del tribunale di Patti proposta dall’amministrazione comunale di Sinagra.

I titolari della “Caleg” non demordono ed hanno scritto al Prefetto di Messina Stefano Trotta nella quale, oltre a chiedere un intervento sulla vertenza, si contesta all’amministrazione Maccora l’ennesimo tentativo di ostacolare o addirittura far chiudere l’attività produttiva, con azioni il più delle volte persecutorie e finalizzate ad indebolire e/o soggiogare l’azienda approfittando fra l’altro delle loro posizioni e dello stato di bisogno originato proprio dalle scelte arbitrarie del Comune.


Sulla vicenda abbiamo sentito ai nostri microfoni il primo cittadino Enza Maccora.

- Una situazione incresciosa, questa vicenda tra il comune e la Caleg, dove da ultime notizie si dice che il comune vuole chiudere la Caleg?

“Sicuramente - esordisce il sindaco Maccora - il comune non ha nessuna intenzione di chiudere nessuna attività produttiva, però è corretto dire che le regole vanno rispettate, per cui il tribunale con sentenza del settembre 2013 ha disposto lo sfratto per quanto riguarda la Caleg.
È stato fatto dalla Caleg, poi appello, e richiesta di inibitoria ed in appello la richiesta è stata rigettata per cui si è proceduto alla notifica dell’ordinanza di sgombero. Credo che sia assolutamente un atto dovuto da parte del comune, altrimenti, saremmo in difetto nei confronti di tutte quell’altre ditte che si sono insidiate nell’attività produttiva del nostro comune che regolarmente invece pagano il canone di locazione.

Voglio pero precisare - continua il sindaco Maccora – che nel mese di settembre, prima ancora che la Corte D’Appello si pronunciasse sull’inibitoria che è stata tentata una transazione con la Caleg alla presenza dei legali, ma la Caleg non ha voluto assolutamente trovare un punto di incontro, per cui è stato necessario procedere con gli atti, che oggi hanno avuto questo epilogo.  Fermo restando che si dovesse procedere al pagamento di quanto dovuto, nessuna amministrazione principalmente la nostra avrà intenzione di far chiudere l’attività produttiva della Caleg.

“Dispiace assolutamente - chiude infine il primo cittadino Maccora – per i dipendenti, che non possono essere utilizzati come scudo per non corrispondere di quanto dovuto all’amministrazione. Se questo venisse fatto da tutte le altre attività produttive, naturalmente il comune fallirebbe”.   

Fino a qui, il pensiero del primo cittadino di Sinagra. A seguire invece una nota che ci ha inviato la Caleg con preghiera di pubblicazione.


Salve, Direttore
di seguito si invia ns. dichiarazione sulla vicenda.
 
“Ci troviamo di fronte all’ennesima forzatura che, purtroppo, danneggia e rischia di compromettere definitivamente la continuità dell’attività economica, solida ed in continua crescita, della nostra azienda.
Ci teniamo a precisare, a differenza di quanto fa il Sindaco, che le pretese economiche sbandierate dal Comune non sono supportate da nessuna quantificazione da parte del Tribunale di Patti.

Pertanto, ad oggi, non c’è nessun debito  accertato e quantificato.

Inoltre, la Caleg ha sempre manifestato la volontà a pagare i canoni di affitto effettivamente dovuti e, nonostante le contestazioni, ne ha saldato per più di 100.000 euro.

Contemporaneamente, però, ha da sempre reclamato il rispetto del contratto di affitto anche da parte del Comune; il quale a ns. avviso è il principale inadempiente.

Ci auguriamo, ovviamente, che venga in qualche modo stoppata l’assurda azione per il rilascio dell’immobile perseguita follemente dal Comune e riconfermiamo la ns. disponibilità a trovare una sensata soluzione”
 Saluti
Nino Gaudio
CALEG SRL

 
In attesa del "verdetto finale" della telenovela dell'Area Artigianale, su cui potrà influire la sentenza del Tar fissata per il prossimo 26 marzo sull'altra vicenda, cioè quella della famosa  "cippatrice", è auspicabile che da una parte e dall'altra prevalga solo un grande buon senso.
Salvatore Calà
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