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ettore salpietro,uno scienziato nella tradizione del carnevale brolese
 
ETTORE SALPIETRO,UNO SCIENZIATO NELLA TRADIZIONE DEL CARNEVALE BROLESE
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FONTE NOTIZIA: http://parcodeinebrodi.blogspot.it
Attualità, BROLO (ME)

 
Brolo è decisa a non far morire la tradizione del Carnevale brolese, come affermano i giovani del Forum Giovanile “Terra dei Lancia” e l’Associazione Carristi, unanimi nel volersi “organizzare al meglio e supportare la realizzazione di questo, seppur ridotto, Carnevale Brolese 2014”. Una tradizione che ha un testimone famoso tra i ‘padri fondatori’ del Carnevale Brolese: Ettore Salpietro, ingegnere e scienziato di fama internazionale, con una lunga carriera di ricercatore sull'energia da fusione nucleare

Brolo, 16/02/2014 – Brolo è oggi una città col fiato sospeso ma non vinta. Le dimissioni della maggioranza in Consiglio comunale sono l’esito traumatico di una “esperienza politica naufragata sotto ciò che sta emergendo dall’inchiesta giudiziaria sui mutui fantasma”, come affermato dallo stesso sindaco Salvo Messina nel motivare le proprie dimissioni nel dicembre 2013.

Il “Forum Giovanile Terra dei Lancia”, dopo la riunione del 30 gennaio 2014 “sente emergere la voglia di continuare a portare avanti i progetti e di continuare a credere. Essendo testimoni – affermano i componenti del Forum Giovanile “Terra dei Lancia” – circa la volontà comune di non far morire la nostra tradizione carnevalesca, dopo avere interpellato e colloquiato con “L’Associazione Carristi”, siamo unanimi nel volerci organizzare al meglio e supportare la realizzazione di questo, seppur ridotto, Carnevale Brolese 2014, una manifestazione che nel tempo è stata in grado di attirare un numero sempre crescente di persone, giovando all’economia e alla buona pubblicità del paese”. Così scrivono i componenti il direttivo del Forum: Giuseppe Ricciardello, Carmelo Fioravanti, Morena Gammeri e Amedeo Arasi.
Una bella decisione, un bel gesto.
Il primo Carnevale Brolese 1969

Uno scienziato tra i ‘fondatori’ del Carnevale Brolese

Una tradizione che ha un testimone speciale tra i ‘padri fondatori’ del Carnevale Brolese, un figlio ‘nobile’ di Brolo divenuto ‘importante’ per i suoi meriti e la particolare professione: Ettore Salpietro, ingegnere e scienziato di fama internazionale con una lunga carriera di ricercatore sull'energia da fusione nucleare. Uno dei due esperti stranieri del gruppo di progetto e realizzazione di JET quando, sotto l’egida dell’IAEA (International Atomic Energy Agency) di Vienna, si era stabilita una collaborazione per i tre grandi progetti, JET (Europa), JT60(Giappone), TFTR (Stati Uniti d’America). Ettore Salpietro fu coinvolto in questa collaborazione e quando il Dipartimento americano dell’Energia dovette dare incarico ad un gruppo di esperti per avere l’approvazione ad operare, Ettore Salpietro fu uno dei due esperti stranieri del gruppo.

Il primo “Carnevale di Brolo”

Nel 1969, mentre si giocava a bigliardo nei locali dell’Unione sportiva Brolese, si venne a sapere che stavano organizzando, per la prima volta, una sfilata di carri per il carnevale senza coinvolgere il gruppo dei giovani più attivi di Brolo e loro decisero di organizzare una propria sfilata. Ettore Salpietro, allora studente universitario alla Facoltà di Ingegneria di Palermo, fu tra i promotori, si diede un gran da fare assieme agli amici del gruppo. E poiché loro non disponevano di carri allegorici se li fecero ‘prestare’ dai cugini Gioiosani, che quell’anno non avrebbero fatto la sfilata di carnevale per mancanza di fondi. Altri carri vennero costruiti in loco con il contributo dei Brolesi e fu un grandissimo successo: fu quello il primo “Carnevale Brolese 1969”! Brolo sempre più si apriva allo scambio, all’aggregazione culturale e sociale con la gioventù dei paesi limitrofi.

Ettore Salpietro e il JET: uno scienziato brolese, qualche miliardo di Euro e mille persone all’opera

Subito dopo il montaggio e la messa in funzione di JET, l’ing. Salpietro fu chiamato a dirigere il Dipartimento Tokamak (DT) Next European Torus (NET) a Garching, vicino Monaco di Baviera. Il DT di NET era più grande di tutto il JET.

Salpietro portava già con sé una lunga carriera di ricerca sull'energia da fusione nucleare come membro del Frascati Tokamak (FT), un progetto assai ambizioso, lanciato con un nuovo gruppo innestato nel laboratorio che da decenni faceva ricerca sulla fusione. Il progetto concepito dall’ing. Salpietro era molto innovativo e venne fortemente criticato. Fu soltanto quando un gruppo di esperti, tra cui un premio Nobel ed il futuro direttore del Joint European Torus, diedero il loro giudizio entusiasta che si poté partire con la realizzazione. Da quel momento fu un crescendo di responsabilità aggiuntive, fino ad ottenere la responsabilità del coordinamento del cuore dell’esperimento.

JET, l’unico progetto Europeo di ricerca e sviluppo costruito nei tempi stabiliti e al costo preventivato

Agli inizi degli anni ’70, l’ing Salpietro venne eletto segretario dell’assemblea dei ricercatori del centro di Frascati. Mantenne questo impegno fino a quando lasciò l’Italia per partecipare alla progettazione del Joint European Torus (JET) a Culham (GB). Salpietro prese parte alla stesura delle regole instaurando rapporti di stima e profondo rispetto. JET è l’unico progetto Europeo di ricerca e sviluppo costruito nei tempi stabiliti e al costo preventivato, nonostante fossero coinvolte tutte le nazioni della comunità europea più la Svizzera.

Il costo di JET rivalutato, ad oggi, è di qualche miliardo di euro e circa mille unità di personale impegnato nell’opera, a cui si sono aggiunte altre mille persone dell’indotto durante la costruzione in sito. Ettore Salpietro è stato responsabile per la progettazione delle bobine esterne di campo poloidale e strutture meccaniche, nonché per l'assemblaggio complessivo del JET.

Oltre alle capacita tecnico scientifiche, occorrono eccezionali capacita manageriali per realizzare un esperimento tanto complesso, costruito con la collaborazione di decine di Stati, centinaia di laboratori e società. Durante la fase di montaggio dell’esperimento circa 200 persone erano alla diretta dipendenza dell’ing. Ettore Salpietro.
Ettore Salpietro (ultimo a dx in piedi) ai tempi del campo di calcio nel torrente

Salpietro: dal Carnevale Brolese alla pallavolo, all’università

Nato e cresciuto a Brolo, Ettore Salpietro ha frequentato la locale scuola elementare con la maestra Lina Lione e il maestro D’Anna, proseguendo gli studi alla scuola media di Patti, dove di recente è stato insignito di un premio “per avere dato lustro alla città pattese”. Poi ha frequentato il liceo scientifico “G. Seguenza” di Messina, dove imparò a giocare a pallavolo, vincendo i tornei provinciale, regionale e interregionale per arrivare a partecipare al torneo nazionale con la San Giuliano.

Gli anni ‘67- ‘68 furono quelli della rivolta studentesca, dell’occupazione dell’università e delle assemblee alla facoltà di ingegneria di Palermo ed Ettore Salpietro venne eletto presidente dell’assemblea studentesca, operando costruttivamente: anche molti professori parteciparono attivamente a quella fase. Un professore all’esame chiese a Ettore: “Da grande vuoi fare il calciatore, il politico o l’ingegnere?” Ettore scelse di fare l’ingegnere e il ricercatore.
Ettore Salpietro a capotavola tra gli amici del gruppo giovanile brolese
Brolo “costruita in 20 anni e dilaniata in un anno solo”

Così quell’immagine di Brolo “costruita in 20 anni e dilaniata in un anno solamente”, appare più solida e antica di quanto non si dica. Allora i giovani, proprio come quelli di oggi, avevano buoni talenti e li mettevano generosamente al servizio della loro città.

Ettore Salpietro, con amici e compagni, aveva dato vita ad un circolo culturale, l’Unione Sportiva Brolo (USB) e a un cineforum. E poiché quello che fino ad allora era stato il ‘campo di calcio’ era stato arato, avevano chiesto aiuto alla cittadinanza. I brolesi risposero entusiasti, con contributi in denaro o mettendo a disposizione materiale, manodopera, mezzi e strumenti: cosi fu realizzato il campo di calcio a Piana di Brolo, nel torrente.

Allora come oggi i giovani sognavano il loro futuro, si riunivano “con la voglia e la volontà di continuare a portare avanti i progetti e continuare a credere”. Allora come oggi i giovani di Brolo, assieme all’orgoglio d’essere brolesi, portano i cognomi dei loro padri.

I carri allegorici ‘prestati’ dai cugini Gioiosani sono un esito elevato del ’68: una nuova cultura globale si faceva avanti. Gli altri carri costruiti in loco con il contributo dei Brolesi entrano oggi nella storia di questa operosa e vivace comunità: il primo “Carnevale di Brolo” e quello 2014, “seppur ridotto” fanno parte di uno stesso DNA: quello fertile e gagliardo dei giovani di Brolo. W il Carnevale Brolese!
D.M.C.
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