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Gioved́ 24 Maggio 2018 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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telecamere? no grazie. a piraino si negano le riprese video!
 
TELECAMERE? NO GRAZIE. A PIRAINO SI NEGANO LE RIPRESE VIDEO!
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Attualità, PIRAINO (ME)

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Riceviamo & Pubblichiamo *

Una vita senza causa è una vita senza effetto”. Come non dar ragione all'ex assessore Nino Dovico messo alla porta dal Sindaco Gina Maniaci qualche giorno fa perché le loro idee, evidentemente, non collimavano più.

Un fatto di spessore per Piraino le cui motivazioni dovevano essere conosciute da tutti, in prima battuta, per una serena valutazione dei fatti. E quale migliore sede se non il “contraddittorio” di un consiglio comunale per parlare a tutti i cittadini, presenti o assenti alla seduta?

Quale migliore mezzo se non le riprese, pure gratuite, per rendere un servizio ai cittadini che avevano delegato loro fiducia e sovranità?

Quale migliore garanzia dell'imparzialità delle telecamere del collega Salvatore Calà la cui serietà è fuori discussione?

E invece quelle riprese non ci sono state! Generalmente un “pezzo” dà la notizia, commenta, critica, fa, se del caso, satira. A giudicare saranno poi i lettori. Ma qua il problema è sociale, politico. Esce dalla realtà locale, “corre” sui Nebrodi, suscita indignazione.

Aldo Marino, presidente del Consiglio pirainese, veterano della politica, avrebbe vietato la registrazioni della seduta consiliare. Se così è stato, e tutto lascia pensare di si, siamo di fronte a un fatto gravissimo, che, a prescindere o meno dalla legittimità, sulla quale è giusto che chi dovere indaghi, è un insulto politico e sociale a tutti gli elettori di Piraino e della provincia.

Vietare le riprese è un salto indietro di decenni, è più di una dittatura(che le immagini, anche se edulcorate, li manda in onda), una inaccettabile censura preventiva, uno pugno nello stomaco all'informazione, quella vera che solo la diretta sa è può dare.

Mi vengono in mente: Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Pippo Fava, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Beppe Alfano... mi chiedo come sia possibile che le loro vite, sacrificate sull'altare degli ideali e dell'informazione, possa oggi essere sminuito così in un aula consiliare.

Cosa c'era di tanto “importante” nel consiglio che l'opinione pubblica forse non doveva sapere?

Perché meno di un mese fa il Comune ha pagato o commissionato la diretta streaming se oggi si innalza un muro pure ai telefonini ? (Per quanti sforzi faccia non riesco a vedere la determina, forse la mia connessione e lenta o la mia capacità di ricerca limitata o semplicemente il sito del Comune è bloccato, chi lo sa?) “Una vita senza causa è una vita senza effetto”.

Bella frase, della quale ringrazio Dovico (che vorrei conoscere), a cui mi sento di aggiungere “Un consiglio comunale vietato alla telecamera è un consiglio che mortifica il cronista e offende il cittadino. Un gas letale che il vento mutante della storia e della politica può riportare sotto le narici di chi l'ha lanciato. Presidente, non la conosco, quindi non la giudico.

Guardo la sua foto. Mi sembra una brava persona. Resto perplesso. Ci dica che quella ripresa non l'ha mai proibita. Se così non è, si dimetta perché, potere o non potere di farlo, (oggi i Comuni approvano regolamenti che consentono la video sorveglianza delle strade e dei quartieri, deliberano di piazzare telecamere sugli snodi stradali e sui semafori… ) ha tolto, in una congiuntura politica delicata (la defenestrazione di un assessore lo è sempre) qualcosa di importante ai suoi concittadini, qualcosa che si chiama “diritto di informazione” e che la tutela della riservatezza dei consiglieri, personaggi pubblici, non giustifica.

Enzo Caputo
Corrispondente
Giornale di Sicilia

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