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Venerdě 25 Settembre 2020 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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far rivivere i paesi: paeseggiando alla ricerca di borghi e palazzi
 
FAR RIVIVERE I PAESI: PAESEGGIANDO ALLA RICERCA DI BORGHI E PALAZZI
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calŕ
Turismo, NICOSIA (EN)

C’è un < paese> che sta morendo, è il mio paese, il tuo paese, i nostri paesi. Lo leggo negli occhi della gente che ancora lo abita, nello sguardo perso dei commercianti, schiacciati sempre più da una crisi che sembra senza soluzioni. Lo leggo nello sguardo dei giovani, che annegano la loro alienazione negli intrugli di alcool e ghiaccio. La desolazione regna sovrana. E’ lo desolazione che accompagna lo smarrimento e la solitudine, da se stessi. La desolazione che accompagna l’impotenza.


C’è un < paese> che sta morendo, mentre le note e gli accordi dei ritmi etnici, infusi di atmosfere mediterranee, si diffondono nell’etere. Disperdendosi. C’è un <paese> che sta morendo, prigioniero di se stesso,imbrigliato dagli equilibrismi forzati, dalle false verità, dalle vanità, dalle diffidenze, dalle paure. C’è un < paese> che ha smesso di sperare. Perché ha smesso di sognare.

E’ il mio <paese>, il tuo paese, i nostri paesi. Vorrei iniziare questo breve intervento leggendo una mia riflessione , intervenuta in seguito al mio pellegrinare per i paesi. Essa contiene alcune delle motivazioni che mi hanno spinto a creare Paeseggiando ( neologismo da me coniato da “paese-viaggiando”) , dopo una “paeseggiata a Cerchiara di Calabria (CS)al Santuario della Madonna delle Armi e a San Lorenzo Bellizzi sul Pollino. San Lorenzio Bellizzi è stato il primo paese con cui abbiamo suggellato una amicizia attraverso lo scambio dei gagliardetti.

Paeseggiando nasce due anni fa, inizialmente come Gruppo su fb, tutt’ora attivo, con la determinazione di creare da subito una rete non solo virtuale, ma soprattutto fisica , tra i diversi paesi in considerazione dei molti fattori che ci legano. Da una parte quelli storici/culturali, dove la parola “cultura”, deve intendersi nella sua accezione più ampia,dall’altra quelli legati ai problemi comuni. L’idea della rete nasce dalla consapevolezza ,maturata negli anni ,della necessità di convergere le diverse energie su obiettivi comuni. Stiamo lavorando con grandi sacrifici, privi delle necessarie risorse economiche facendo riferimento alle nostre personali risorse, molto spesso insufficienti, affinchè < un pensiero> non si traduca in semplice demagogia, non sia riconducibile alla sola sfera delle Idee e delle affermazioni di principio.

Il binomio Pensiero/Azione è uno dei nostri paradigma, che equivale a rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare, sporcandosi anche le mani se è necessario. Paeseggiando si propone di creare nuovi spazi di relazione e di attivare processi di conoscenza e consapevolezza delle Identità locali e delle diversità presenti nei paesi del Mediterraneo, per ricondurle a quella comune Identità che è la “mediterraneità”.

Lo scopo essenziale è quello di valorizzare tutte le forme di patrimonio presenti nei nostri paesi e nel territorio su cui insistono, da quello storico a quello culturale/artistico/architettonico/ letterario a quello delle tradizioni popolari, dell’artigianato, a quello paesaggistico e naturalistico secondo prospettive che non devono essere l’attuazione di meri processi di cristallizzazione degli stessi, trasformati in parchi monotematici ( soprattutto con riferimento ai centri storici) connotati da elementi nostalgici edestinati alla sola fruizione commerciale. Significherebbe relegare la nostra mediterraneità in strutture rigide di pensiero, quindi di forme fisiche statiche. Significherebbe impedirne la naturale espansione, che proprio dell’Uomo, della sua più intima essenza. Significherebbe < fissare> la storia e i processi evolutivi che ne derivano e ciò non è possibile perché la storia è < divenire>.

La mediterraneità si è sempre contraddistinta per la sua notevole capacità di interagire con le varie culture che si sono succedute nel tempo, derivanti dalle varie migrazioni esterne. La metabolizzazione dei vari elementi costitutive delle stesse, attraverso variegate forme di sintesi, ha dato luogo a nuove forme di pensiero e di cultura, favorendo l’evoluzione dell’esistente. Le tendenze globalistiche, pur riconoscendone taluni innegabili vantaggi, stanno favorendo invece un processo di azzeramento della nostra storia, del nostro patrimoni, delle nostre risorse, tutte. Si sente sempre più il bisogno di riprenderci una Identità che sta scomparendo e che , in conseguenza di ciò , ci aliena, anche perché risucchiati da un sistema complesso che ha fatto dell’efficienza meccanica e della velocità dei valori assoluti di riferimento. Si sente sempre più il bisogno di riprenderci un < tempo> che non c’è quasi più. Per allungare lo sguardo su tutto ciò che ci circonda, a cominciare dagli altri, dall’altro.

Per riscoprire che esistono. Come persone. Si sente sempre più il bisogno di riprendersi un paese,per ritrovare le nostre radici, per ritrovare noi stessi, per ri-partire anche economicamente. Si sente sempre più il bisogno di ri-creare gli spazi pubblici, che hanno tanto connotato la nostra mediterraneità, fra questi la Piazza, come luogo di incontro simbolico degli incontri, come luogo di relazione tra i cittadini, come luogo dell’uso pubblico della Ragione, come luogo del conflitto, ma anche della composizione degli stessi,ma soprattutto come luogo del confronto e della possibilità di nuove opportunità, come luogo in cui ciascuno di noi possa diventare e sperimentare l’essere cittadino e civile insieme, ovvero essere “civis”, secondo quel significato che i Romani attribuivano a questa parola, come luogo in cui pensare ed attuare progetti integrati ad ampio raggio di azione,con la previsione di metodologie determinate, ripartendo dalla ricostruzione di quei valori che si sono sgretolati nel tempo, delle memorie passate e recenti, nella maggior parte dei casi sconosciute per porre in essere nuove linee di sviluppo, insieme all’ambizione, perché no???, di produrre e di diffondere un nuovo immaginario. Ritengo che la vera sfida sia proprio questa ed implica il coinvolgimento di tutte le componenti sociali.

I cittadini, in modo particolare i giovani, sono chiamati ad essere i protagonisti attivi di questi processi, svincolati da una certa cultura subalterna che ci ha bloccato nella crescita culturale ed economica , riconducibile in parte a tutti quei meccanismi deteriori legati alla questione meridionale. Esiste un vuoto che è della polita , che è il vuoto che si fonda sulla demagogia, sulle scelte opportunistiche , molto spesso legate ad alimentare il proprio consenso elettorale , al di fuori di qualunque contesto progettuale a lungo termine .

C’è un vuoto dei cittadini fondato sulla rassegnazione, sull’immobilismo, soprattutto sulla paura. Questo nostro essere qui , questo Convegno è propedeutico a un Progetto che già stiamo strutturando con Nino Arrigo, che partirà da Malvito (CS) , per poi snodarsi in altri paesi e chiudersi a Nicosia. Vi aspetto a Malvito per il Convegno che si terrà il 14 Dicembre prossimo su “Quali processi di modernizzazione per la salvaguardia dell’identità mediterranea”, i cui dettagli saranno specificati da apposito programma e che si inserirà in un contesto che prevede altre attività. Spero che molti di voi potranno esserci, per scrivere ancora parti di Storia comune.

MARISA CALLISTO

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