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Mercoledì 23 Giugno 2021 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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drastica riduzione delle risorse destinate ai comuni un.. 'consiglio'
 
DRASTICA RIDUZIONE DELLE RISORSE DESTINATE AI COMUNI UN.. 'CONSIGLIO'
drastica riduzione delle risorse destinate ai comuni un.. 'consiglio'
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Politica, SINAGRA (ME)

Consiglio straordinario quello convocato, nei giorni scorsi dal presidente del consiglio Michele Pintabona, per iniziare un percorso assieme ai sindaci e presidenti di consiglio di tantissimi comuni del messinese, che rischiano di non poter più pagare dipendenti e non trovare i fondi per garantire numerosi servizi ai propri cittadini. 

All'incontro erano presenti: 
L' Assessore del Comune di Militello Rosmarino: Rosalba Conti , Il Vice Sindaco Di Monforte San Giorgio: Domenico Grasso, il Sindaco del Comune di Floresta Sebastiano Marzullo, il Sindaco del Comune Di Castell’umberto Vincenzo Biagio Lionetto Civa, il Sindaco del Comune Di Ucria Giuseppe Lembo, il Presidente del Consiglio di Ucria  Vincenzo Crisà, il Presidente del Consiglio di Sinagra Michele Pintabona, il Sindaco del comune di Sinagra  Vincenza Maccora, il sindaco del comune di Raccuja Damiano Cono Salpietro ed il Presidente Consiglio di Raccuja Palazzolo Francesco.

Presenti Anche Rsu, Faranda Angela Uil, Agnello Carmelo Cgil, Associazioni Sindacali, Cgil Caputo Enzo.
 


SOTTO IL DOCUMENTO STILATO E SOTTOSCRITTO DAI PARTECIPANTI AL CONSIGLIO STRAORDINARIO:

 Legge Regionale 15 marzo 2013, n.9 art. 15 “Disposizioni in materia di assegnazione agi enti locali” – “drastica riduzione delle risorse destinate ai Comuni.
 
PREMESSO CHE

- in cinque anni il Fondo delle Autonomie Locali è stato quasi dimezzato. Dai 913 milioni del 2009 si è passati ai 540 milioni del 2013; pertanto nel quinquennio i trasferimenti regionali sono diminuiti di 373 milioni di euro;

- più in particolare, per quanto riguarda gli stanziamenti previsti per il 2013, si evidenzia che la quantificazione del Fondo AA. LL. in 651 milioni di euro rappresenta un dato puramente nominale e che in realtà ai comuni sono destinati appena 540 milioni di euro e quindi ben 111 milioni in meno del 2012;

- secondo i dati della Corte dei Conti – Sezioni Riunite in sede di controllo per la Regione siciliana - già nel 2012 l’entità dei trasferimenti regionali in favore dei comuni era significativamente inferiore alla media dei trasferimenti delle Regioni a Statuto speciale (232 euro p.c. contro 384 euro p.c.);

- fino al 2012 il peso dei tagli effettuati sul Fondo delle Autonomie locali, è stato sostenuto dai comuni diversi da quelli collinari e montani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;

- la legge di stabilità della Regione Siciliana per il 2013 ha assegnato ai circa 200 comuni al di sotto dei 5000 abitanti di cui alla Legge 27 dicembre 1977, n. 984 un quinto del totale di parte corrente del Fondo delle Autonomie locali, per un ammontare di risorse pari a 56 milioni di euro a fronte dei circa 124 milioni del 2012;

- la stessa legge ha cancellato la c.d. legge Formica che prevedeva un ulteriore stanziamento di 15 milioni di euro a favore di tutti i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti;

- di conseguenza, nell’arco di un anno, il riparto complessivo per i comuni di minore dimensione demografica è stato ridotto a poco più di un terzo rispetto a quello del 2012, con un taglio che, obiettivamente, porta alla scomparsa degli stessi e priva di servizi e forme di assistenza essenziali le comunità che vivono nelle realtà territoriali più difficili;

- a seguito della denuncia dell’AnciSicilia e delle numerose riunioni degli Amministratori dei piccoli comuni, il 31 luglio 2013 è stato approvato il disegno di legge n. 479 che ha modificato il comma 2 dell’art. 15 della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 introducendo dopo le parole ‘contributi ordinari di parte corrente pari’ la parola ‘almeno’ e determinando così una previsione meno rigida in ordine al riparto dello stanziamento in favore dei piccoli comuni;

- con riferimento a tale modifica legislativa l’ARS ha approvato un ordine del giorno che, determinando una evidente violazione delle prerogative che la stessa legge regionale assegna alla Conferenza Regione-Autonomie locali, fissa in un massimo di 12 milioni di euro il riequilibrio a favore dei piccoli comuni, sottraendo la stessa somma a quelli con popolazione maggiore;

CONSIDERATO CHE

- tale previsione – ove fosse confermata in sede di Conferenza Regione-Autonomie locali - non comporterebbe in ogni caso un ulteriore stanziamento in favore dei piccoli comuni, ma si limiterebbe a portare a 68 milioni di euro l’assegnazione per i comuni collinari e montani al di sotto dei 5000 abitanti, con un taglio che resterebbe, comunque, superiore al 50%;

- tale problematica non si può affrontare esclusivamente in sede di Conferenza Regione – Autonomie locali attraverso una ripartizione delle risorse del Fondo delle Autonomie locali che preveda una eccessiva riduzione delle risorse Originariamente destinate in sede di Legge di stabilità 2013, ai comuni con popolazione al di sopra dei 5000 abitanti;

- i comuni siciliani medio-grandi si trovano anch’essi, in molti casi, in una situazione economico-finanziaria di estrema difficoltà e, in alcuni casi, sono vicini al dissesto o hanno presentato piani di riequilibrio;

- la scelta della Regione non corrisponde ad alcun criterio di ragionevolezza e mette i comuni nella impossibilità assoluta di chiudere i bilanci anche prevedendo solamente le spese obbligatorie, il pagamento degli stipendi del personale e i servizi essenziali, determinando un irreversibile pregiudizio per il ruolo che gli stessi comuni svolgono nel concorrere alla coesione sociale, nel tenere le popolazioni nei loro territori evitando la desertificazione di gran parte dell’Isola;
 
- i tagli previsti incidono, poi, inevitabilmente sui rapporti tra costi del personale e spese correnti stabiliti, come è noto, nel massimo del 50%, esponendo gli amministratori all’inevitabile violazione della legge;

- a questa paradossale situazione si aggiunge che i comuni con popolazione al di sotto dei 5000 abitanti, per la prima volta, nel 2013, sono chiamati a concorrere al patto di stabilità, obbligo che riduce ulteriormente le possibilità di spesa corrente;

- gli enti locali rappresentano il livello istituzionale che, negli ultimi anni, in ambito nazionale ha maggiormente contribuito al risanamento della finanza pubblica con tagli non proporzionati e di molto superiori al peso che rappresentano all’interno della pubblica amministrazione;

- il taglio nazionale di 2.250 milioni di euro previsto dalla spending review per il 2013 determinerà, al momento della pubblicazione del decreto di riparto, una ulteriore e insopportabile riduzione dei trasferimenti nazionali, che di per sé comprometterà la possibilità di chiudere il bilancio del 2013;

- la Regione siciliana non ha ancora chiuso l’Intesa con lo Stato ai sensi dell’articolo 27 della legge n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale e ciò sta determinando un ulteriore e grave pregiudizio per i comuni dell’Isola che stanno subendo tagli imponenti senza che sia stato previsto alcuno strumento di compensazione

DATO ATTO del dovere di tutti di concorrere al risanamento finanziario e di non avere strumenti per incrementare le entrate proprie che, peraltro, ove esistessero, rischierebbero di incidere ancora di più sulla drammatica crisi della nostra comunità;

VISTA la nota dell’Associazione Nazionale dei Comuni Siciliani – Ancisicilia n. 0695 del 08/08/2013, acquisita al protocollo dell’Ente al n. 4828 del 09/08/2013, avente ad oggetto “ Legge Regionale 15  maggio 2013, n. 9, articolo 15, “disposizioni in materia di assegnazione agli enti locali”; riduzione delle risorse destinate ai comuni.

VISTO lo Statuto comunale;

VISTO l’O.A.EE.LL. vigente in Sicilia, come integrato con la l.r. 11.12.1991,n. 48;

VISTE le ll.rr. n. 44/91, n. 7/92, n. 26/93, n. 32/94, n. 23/97 e n. 30/2000;
 
 
SI PROPONE CHE IL CONSIGLIO COMUNALE  DELIBERI

Di chiedere al Governo e all’Assemblea regionale di riportare lo stanziamento del Fondo delle Autonomie locali per i comuni al di sotto dei 5000 abitanti,  allo stesso importo dell’anno 2012 garantendo gli stessi  trasferimenti  garantiti per l’anno 2012 e di non limitarsi ad affrontare la questione come un problema di riequilibrio dei trasferimenti tra piccoli e grandi comuni da attuare in sede di Conferenza Regione – Autonomie locali;

Di impegnarsi a informare i cittadini, anche attraverso la convocazione di Consigli comunali aperti alla loro partecipazione, della impossibilità di redigere i bilanci di previsione per il 2013, dell’evidente rischio di dissesto finanziario e degli effetti che tale situazione determinerà sui servizi erogati ai cittadini;

Di concorrere a tutte le iniziative che l’AnciSicilia e i comuni siciliani hanno deliberato per impedire che possa essere attuato un taglio dei finanziamenti irrazionale e insopportabile;

Di inviare copia del presente ordine del giorno al Prefetto della provincia, al Presidente della Regione, al Presidente dell’ARS, agli Assessori dell’Economia e delle Autonomie locali, ai Presidenti dei Gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana;

Di contribuire all’organizzazione di una manifestazione di tutti i comuni siciliani da tenersi a Palermo tra la fine di agosto ed il mese di settembre coinvolgendo tutta la deputazione regionale anche attraverso assemblee cittadine
                                                                                                                                                                                                                                                                 Il Sindaco Proponente
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