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castell’umberto – quale turismo? la ricetta di sebastiano musarra
 
CASTELL’UMBERTO – QUALE TURISMO? LA RICETTA DI SEBASTIANO MUSARRA
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calŕ
Turismo, Q-MAGAZINE

Censimento del territorio, Pro Loco, cittadinanza attiva, Museo contadino, turismo esponenziale, trekking… “Se l’entroterra perde la socialità il territorio perderà di attrazione e non ci sarà più turismo”

“ValorizziAmo Castell’Umberto”. Questo lo slogan per rilanciare un paese ricco di storia, natura e opportunità turistiche. Ne parla con noi il professore Sebastiano Musarra che dell’amore per la natura e del territorio ha fatto una ragione di vita.

“Per rilanciare il turismo spiega è indispensabile un piano turistico comunale, che preveda preliminarmente l’effettuazione di un capillare censimento di tutto quello che il territorio offre o può offrire al turista, nonché, l’ideazione di itinerari visitabili, adeguati e rispondenti alle aspettative e alle esigenze dei diversi visitatori, la realizzazione di dépliant pubblicitari da diffondere con vari mezzi nel comprensorio, la formazione di guide turistiche per accompagnare i visitatori lungo gli itinerari previsti.”

A parlare e il professore Sebastiano Musarra agrono che malgrado vive e lavora a Genova non ha mai tagliato i ponti con la terra d’origine. Occorre – prosegue riattivare la “Pro Loco” … Volontari che si attivano per la promozione e la valorizzazione del proprio territorio e del proprio comune”. Musarra traccia anche le linee guida su cui dovrebbero muoversi gli attori: La Pro Loco, in sinergia con l’Amministrazione comunale, le altre associazioni presenti sul territorio e i cittadini disponibili, dovrebbe adoperarsi per programmare e organizzare un nutrito calendario di manifestazioni, da realizzare in paese nel corso dell’anno: manifestazioni culturali, sportive, ricreative, gastronomiche, religiose, escursioni, ecc., con l’obiettivo di far conoscere meglio il nostro paese; far riscoprire il buon cibo locale e le nostre tradizioni; tutti eventi da vivere appieno sia dai residenti che dal turista occasionale. Un ingresso importante può provenire dal turismo esperienziale; forma di turismo di nuova concezione, sempre più richiesta e in continua crescita” Cita Rosario D’Acunto, presidente nazionale dell’associazione “Città della nocciola” ed esperto del settore.

“Il turismo esperienziale, si caratterizza per una immersione nel territorio in una relazione più intima con le persone del posto, quasi a diventare “cittadini temporanei” di una destinazione. Consente di condividere i tematismi specifici di un territorio (Genius Loci) arte, artigianato, cultura, storia, natura, enogastronomia e agroalimentare locale, spiritualità ecc. Il turismo esperienziale si manifesta laddove i turisti “mettono le mani in pasta”, seguendo i propri gusti e le proprie passioni. Le passioni creano relazioni. Le relazioni suscitano emozioni. E le emozioni creano memorabilità. Di conseguenza nascono la fidelizzazione, il marketing del ritorno e la trasformazione.” Il turista del secondo millennio non si accontenta più di vedere nuovi luoghi (turismo di destinazione), ma vuole essere protagonista della vita quotidiana che si svolge nel luogo visitato (turismo di motivazione), rendendosi disponibile a partecipare materialmente allo svolgimento delle attività esercitate dai cittadini locali (esempio, la raccolta dei prodotti della terra, fare il pane e i biscotti, preparare dolci, ecc.).

Da ciò si deduce che artigianalità, buon cibo e ambiente sano, sono fondamentali per l’attrattività turistica del nostro territorio e il suo sviluppo sostenibile. Un ulteriore forte impulso al turismo umbertino potrebbe derivare dall’attuazione di alcuni interventi, fino a oggi trascurati, ma oggettivamente realizzabili. Di questi se ne citano alcuni di facile attuazione quali, la creazione di un Museo contadino, l’istituzione della sagra della nocciola, il riconoscimento di alcuni alberi monumentali presenti nel territorio, la ricerca nel territorio della Petagna (pianta endemica segnalata nel territorio comunale), tracciare sentieri per il trekking ecc. Più impegnativo, ma non impossibile sarebbe la realizzazione di un “vero ippodromo” idoneo a effettuare gare e/o manifestazioni equestri di importanza (almeno) regionale.

La sua attuazione ridarebbe a Castell’Umberto un meritato ed esclusivo primato nel comprensorio nebroideo e anche oltre questi confini. Interventi di sicura attrattività, socialità e di conoscenza del territorio, atti a stimolare l’interesse e la comprensione della realtà del proprio bene comune, dal punto di vista storico, geografico, sociale ed economico. Conoscenze, da utilizzare per la promozione e la valorizzazione del territorio, patrimonio comune da rispettare e tutelare. Cita Carlo Petrini, fondatore di Slow Food- “…se l’entroterra perde la socialità il territorio perderà di attrazione e non ci sarà più turismo” Queste le ragioni del Manifesto d’intenti per rivalutare, promuovere e valorizzare Castell’Umberto.

Enzo Caputo

 

L'articolo Castell’Umberto – Quale Turismo? La ricetta di Sebastiano Musarra proviene da Nebrodi24.

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