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questa mattina alla camera di commercio la 10° giornata dell’economia
 
QUESTA MATTINA ALLA CAMERA DI COMMERCIO LA 10° GIORNATA DELL’ECONOMIA
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FONTE NOTIZIA: Marianna Barone - Camera di Commercio Messina
Attualità, MESSINA

Presentato uno studio sulle opportunità di rilancio economico per Giampilieri -
L'imprenditore Carmelo Giuffré insignito del premio “Loggia dei Mercanti”

“Messina sta male, per tutto ciò che non ha e per tutto quello che avrebbe potuto avere e non ha avuto”. Così il presidente della Camera di commercio, Nino Messina, nel presentare questa mattina al Palazzo camerale l'analisi sull'andamento economico del Messinese, realizzata dall'Ufficio statistica dell'Ente camerale, durante la “”Giornata dell'Economia”, giunta quest'anno alla decima edizione. “Bisogna fare una riflessione – prosegue Messina – tutti hanno le proprie responsabilità, non solo la politica. E' mancato l'amore per questa città ed oggi urge uno scatto di orgoglio non più procrastinabile”.

Nel corso dell'incontro – moderato dall'amministratore unico dell'Azienda speciale servizi alle imprese, Saro La Rosa – è stato presentato dal prof. Michele Limosani, docente all’Ateneo peloritano, lo studio - commissionato dalla Camera di commercio- sulle “Opportunità di rilancio economico per Giampilieri”, evidenziando le idee per il recupero ed il riposizionamento economico delle aree colpite dalla calamità naturale del 2009. “Sono 25 su 34 le imprese che hanno ripreso la propria attività – spiega Limosani – il che manifesta un segnale di vitalità del territorio che non solo non va sottovalutato, ma anche aiutato. E questo va fatto in due modi: accelerando i processi di rientro della popolazione e puntando sulle vocazioni e tradizioni turistiche locali nel campo dell'agricoltura e facendo di Giampilieri la chiave d'ingresso al “Parco dei Peloritani”.

Presente ai lavori anche il Primo segretario dell'Ambasciata d'Italia a Mosca, Carmelo Ficarra. “Nello scorso mese di febbraio vi è stata una missione imprenditoriale a Mosca promossa dalla Camera di commercio – precisa Ficarra – un primo ed importante passo verso un legame con il mondo russo. Le opportunità sono tante, il mercato cresce e si sta aprendo sempre più: è necessario continuare su questa strada per stabilire rapporti sempre più costanti e produttivi”.

Al termine dei lavori, è stato conferito il premio camerale al merito del progresso economico “Loggia dei Mercanti” all’imprenditore Carmelo Giuffrè “per avere contribuito, alla guida di un gruppo leader in Europa nella produzione e distribuzione dei sistemi di irrigazione, a sviluppare il sistema industriale provinciale, raccogliendo nel contempo costanti successi grazie alla sua infaticabile attività imprenditoriale”.

“Oggi, la Camera di commercio, con il supporto dell'Azienda speciale servizi alle imprese, ha dimostrato grande vivacità e capacità propositiva – osserva La Rosa – oltre all'analisi dei dati economici annuali ha presentato un importante rapporto sulle potenzialità di recupero di Giampilieri dopo il disastro ed indicato, attraverso la relazione del Primo Segretario dell'Ambasciata d'Italia a Mosca, dott. Ficarra, gli strumenti a sostegno dell'approccio al mercato russo, nell'ambito dei progetti di internazionalizzazione promossi dalla Camera di commercio”.


L'intervento del Presidente Nino Messina

La Camera di Commercio di Messina in occasione della 10a Giornata dell’Economia ha realizzato, a cura dell’Ufficio Statistica camerale, questo rapporto che rappresenta ormai da anni un appuntamento che ci permette di analizzare l’andamento del sistema produttivo provinciale e, quindi, lo stato di salute del territorio.

Lemolteplici informazionielaborate da questa Camera, con il supporto dell’Unioncamere nazionale, sono messi a disposizione delle Istituzioni, degli operatori economici e degli studiosi del settore al fine di essere utilizzati dagli stessi per offrire un maggiore sviluppo del tessuto economico della nostra provincia.

Dall’analisi dei dati, l’anno 2011 si presenta sofferente e, secondo le previsioni Unioncamere e Prometea, il prossimo triennio sarà stagnante nelle sue molteplici sfaccettature economiche non solo per la nostra provincia ma anche per l’intero Paese. Considerato, però, che al Sudmolti settori già presentano situazioni più sfavorevoli rispetto al dato medio nazionale,sicuramente la crisi sarà avvertita maggiormente.

Per la nostra provincia si prevede per il 2012 un tasso di crescita del valore aggiunto negativo e un lieve segno di ripresa dal 2013.
Negativo anche il tasso di crescita dell’occupazione sia per il 2011 che per il 2012, mentre dal 2013 si prevede un timido segno di ripresa che porterà ad un tasso positivo ma non superiore allo 0,5%.
Nessuna variazione rispetto al 2011 è prevista per il rapporto esportazioni/valore aggiunto il cui risultato per la nostra provincia corrisponde ad un terzo del valore medio nazionale.

Stagnante anche il tasso di occupazione che si mantiene intorno al 30%, 10 punti percentuali in meno rispetto al tasso medio nazionale. Ed è stabilepure il tasso di disoccupazione, che dovrebbe rimanerepoco al di sotto del doppio del dato medio nazionale. La staticità di questi due tassi,ha determinato un immobilismo anche del tasso di attività.

Anche nel 2011 è continuata la “pulizia” dell’archivio del Registro Imprese mediante le cancellazioni d’ufficio (D.P.R. 247/2004 e successiva circolare M.A.P. n° 3585/C) di imprese non più attive, la cui presenza nella banca dati ostacola la conoscenza dell’effettiva realtà del territorio. Sono state cancellate d’ufficio 3.924 imprese, abbassando così il numero di imprese che operano nel nostro territorio del 4,10%. Tuttavia contabilizzando soltanto le cancellazioni effettuate su domanda si è mantenuto il trend di crescita registrato dal 2000 ad oggi con una percentuale leggermente più alta dell’ultimo decennio (+2,14%).

Il commercio è il settore più corposo ed è proprio quello che ha risentito maggiormente delle cancellazioni d’ufficio.
Continua la costante ascesa delle società di capitale, contrapposta dal calo delle ditte individuali, mentre rimane costante la consistenza delle imprese artigiane.

Poco meno di tre mila sono gli imprenditori extracomunitari che svolgono la loro attività nella nostra provincia,con una crescita costante ormai decennale che nell’ultimo anno è stata del 5,4%.
In aumento anche le imprese femminili che, alla fine del 2011, sono quasi quattordici mila, delle quali oltre mille sono nate nell’ultimo anno.

Il 13,7% delle imprese messinesi sono amministrate da giovani imprenditori che in prevalenza ne sono i titolari.
La crisi, comunque, colpisce anche la nostraprovincia che, nonostante la nascita di nuove imprese, per quelle esistenti si riscontra un aumento di quelle messe in liquidazione (+8,6%) e di quelle in fallimento (+17%).

Dal punto di vista economico e finanziario le nostre società di capitale godono di una liquidità immediata accettabile, mentre è più basso del limite consentito l’indice della liquidità corrente. Il loro rapporto di indebitamento è stato del 39,5%, undici punti percentuali in meno rispetto al dato medio nazionale, mentrela capacità di servire il debito è stata dell’1%,più bassa del medio nazionale (1,5%).
Negativo il rendimento del capitale di rischio (-1,5%), contrariamente al rendimento medio siciliano e nazionale che è stato +1,9% per entrambe. Positivo, anche se basso, è statoinvece il rendimento del capitale investito (+1,4%).

Secondo gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2010, per la provincia di Messina si è rilevato un Valore Aggiunto di oltre 10 miliardi di euro, prevalentemente proveniente dal Terziario (84%). Per l’Artigianato è stato di 1,2 miliardi di euro, mentre quello prodotto dalla cultura 290 milioni.
Gli investimenti fissi lordi hanno quasi raggiunto 2,4 miliardi di euro.

Un P.I.L. pro-capite messinese al di sotto dei 18 mila euro, moltobasso rispetto al dato medio nazionale che è stato invece di quasi 26 mila.
Bassi anche i consumi finali che complessivamente sono stati 4,4 milioni di euro, dei quali il 20% per l’acquisto di beni alimentari. Basso, di conseguenza, il consumo medio pro-capite di 14.400 euro, inferiore al pro-capite nazionale di oltre mille euro. 

Il reddito prodotto a Messina è stato di 8,8 miliardi di euro e quello pro-capite 13.500 euro, il 21% in meno rispetto al reddito medio nazionale, mentre il patrimonio delle nostre famiglie è stato calcolato in circa 66 miliardi di euro,dei quali in prevalenza provenienti da attività reali (73%).
Dal punto di vista ambientale il basso consumo di gas metano è forse l’unicoindice positivo che si contrappone al bassissimo indice di verde pubblico presente nel territorio comunale.

Un consumo di energia elettrica equamente ripartito tra i tre utilizzatori principali (industria, terziario ed uso domestico) ed una scarsa produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, in prevalenza generata da impianti eolici (77%) ed una piccola  proviene dalla bioenergia (13%) e dagli impianti fotovoltaici (10%).
Da non sottovalutare un altro fattore negativo, quello della produzione dei rifiuti, la cui raccolta differenziatarisulta essere quasi inesistente (il 5% del totale dei rifiuti).

Sono state 2.760 le imprese che hanno investito o programmato di investire nel green nell’ultimo triennio, con un’incidenza sul totale delle imprese del 19,4%, la più bassa in ambito regionale ed inferiore alla media nazionale di 4,5 punti percentuali.
Il 76,5% delle imprese messinesi hanno preferito investire per ridurre i consumi delle materie prime ed energia, il 19% ha investito o intende investire per la sostenibilità del processo produttivo e l’11% sul prodotto o sul servizio offerto.

Quasi due mila e quattrocento sono le assunzioni programmate dalle imprese che hanno investito nel green, con un’incidenza sul totale delle assunzioni del 39%.
Per le importazioni si prevede che ci sia complessivamente nel 2011 un aumento del 7% circa, 2 punti in meno dispetto al previsto dato medio nazionale.

Notevole è invece l’incremento delle esportazione che si prevede si attesti intorno al 34%, non confermato comunque a livello nazionale che dovrebbe essere circa dell’11%. Nonostante questo incremento delle esportazioni, le imprese messinesi hanno una propensione all’export dell’8,5% ed un grado di apertura del 32%, notevolmente inferiore al dato medio nazionale (55%).
Un dato positivo viene dal turismo che conferma per il 2011 Messina come seconda meta siciliana preferita dai turisti sia italiani che stranieri, dopo Palermo. La crescente importanza del turismo internazionale nel contesto economico non è da sottovalutare, considerato i turisti hanno speso per soggiornare nella nostra provincia 216 milioni di euro, corrispondente al 25% dell’intero incasso siciliano.

Quasi 8 miliardi di euro sono stati i depositi bancari nel 2011, dei quali 7 miliardi depositati dalle famiglie, ed altrettanto sono stati gli impieghi, dei quali in prevalenza sono stati utilizzati dalle famiglie (56%) e dalle società non finanziarie (36%). Negativo è il dato relativo alle sofferenze bancarie che già nei primi 9 mesi del 2011 si attesta un aumento del 60%, con un rapporto tra sofferenze bancarie e impieghi dell’8,3%, più alto del dato medio nazionale di 3 punti percentuali.
Le forze di lavoro della nostra provincia sono rappresentate da quasi 196 mila gli occupati, in prevalenza occupati nel terziario (78%) e 28 mila in cerca di occupazione.

Più basso di 12 punti percentuali rispetto al dato medio nazionale è stato il tasso di occupazione (44,5%), mentre quello di disoccupazione è stato 12,5%, 4 punti percentuali  in più. Il tasso di attività è stato del 51%, mentre quello nazionale 62%.
Diminuiscono del 21% il numero di ore ordinarie di C.I.G., mentre aumentano del 17% quelle straordinarie.
Un quadro provinciale molto scoraggiante e previsioni che non promettono sostanziali miglioramenti, questo è ciò che emerge dalla lettura delle informazioni in nostro possesso, ma non bisogna demordere, bisogna cercare di trovare soluzioni e risorse adeguate affinché la nostra provincia possa avere nuovi stimoli per una ripresa economica, una crescita occupazionale e, quindi, uno sviluppo territoriale.

                                        IL PRESIDENTE
                                        Antonino Messina

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