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Sabato 19 Settembre 2020 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Politica, GIOIOSA MAREA (ME)

La magnifiche sorti regressive. L’avvicinarsi della scadenza elettorale è direttamente proporzionale all’affievolimento dei fermenti della cosiddetta società civile che nascono qualche mese prima.

Forum, associazioni, movimenti spontanei che si propongono di innovare, cambiare, prospettare un avvenire radioso verso cui incamminarsi con proclami altisonanti, cedono il passo alle più prosaiche regole della politica. Col passare del tempo emerge prepotentemente la necessità di doversi confrontare con la realtà, di formare le liste, di essere coperti in tutto il territorio, quindi di dover coinvolgere i vari capielettori, figure e gruppi rappresentativi di interessi ben definiti ai quali, spesso, poco importa degli interessi del paese: insomma si intrecciano tutti gli accordi possibili per cercare di essere vincenti secondo il paradigma che si ripete ad ogni elezione che fatalmente genera compromessi al ribasso nei quali naufragano le migliori intenzioni generosamente messe in campo da molti. Chiunque vinca, l’amministrazione sarà più o meno condizionata dagli equilibri sottostanti che hanno determinato il successo elettorale che, in verità, spesso perseguono interessi non proprio generali.

A scanso di equivoci, voglio dire che in ogni coalizione che si propone per governare il paese ci sono tantissime persone per bene, ispirate a sani principi e valori, animate da autentico senso civico il cui unico obiettivo è quello di spendersi per la comunità per farla crescere, progredire e migliorarla. Gli obiettivi, però, possono essere raggiunti solo governando. Ma per governare si deve vincere. Per vincere si deve convincere la maggioranza. Il problema è tutto qui: fino a che punto possono essere accettati compromessi pur di vincere a discapito dei principi e dei valori di partenza? L’esperienza purtroppo insegna che gli stessi vengono via via annacquati sino a soccombere, vittime di accordi conclusi per vincere ad ogni costo che spesso elidono il punto di partenza.
Possiamo permetterci ancora di perpetuare tale sistema oppure è possibile una svolta? Se, consapevoli della drammaticità della situazione, si immaginasse per il prossimo mandato amministrativo un governo di salute pubblica, un governo delle migliori intelligenze, delle migliori risorse che attraverso un impegno straordinario perseguissero il comune obiettivo di dare un spinta decisiva al rilancio del paese, liberi da zavorre e condizionamenti?

Secondo me si può fare. Occorre che tutte le persone libere e di buona volontà che nel loro agire antepongono il bene comune al bene personale, indipendentemente dalle appartenenze, dalle provenienze e delle idee politiche, facciano fronte comune contro quelle che vogliono invece usare il bene comune per il bene personale che sono trasversalmente presenti in ogni schieramento. Che si svestano dai pregiudizi, che si ritrovino attorno a dei programmi, idee e valori condivisi e sulle cose essenziali da realizzare. Che mettano in campo un metodo comune di azione per dare un sterzata radicale per rilanciare la comunità senza subire ricatti e condizionamenti dei referenti di interessi personali o di gruppi.
Chiunque ci crede, dovrebbe fare la sua parte. Non è tempo di pensare a questo a quel partito, a questa o a quella persona, ma al destino di Gioiosa. Al paese intero, da Malagotta a Saliceto, alla sua struggente bellezza alla sua storia grande e tormentata. Alle difficoltà del suo presente e alle straordinarie potenzialità del suo futuro. Che ognuno sappia fare i necessari passi indietro per il superiore interesse della comunità. Per quanto mi riguarda non c’è alcuna ambizione o aspirazione personale. Darò il mio contributo come ho sempre fatto mettendo in campo le mie idee (gli altri diranno se sono valide o meno) ed il mio impegno in tutti i modi possibili che dovessero rendersi necessari.

Auspico che tutti quelli che già sono ai blocchi di partenza e pronti a scendere nell’agone politico abbiano l’umiltà di fermarsi un attimo, di dedicare solo qualche giorno per valutare questo scenario e verificare se vi sono le condizioni per ripartire su nuove basi. I cittadini che condividono l’idea a mobilitarsi e a dare suggerimenti. Viviamo in un momento in cui la società ha la certezza che il domani sarà peggio di oggi per cui non possiamo indulgere in miseri calcoli di bottega, o inseguire ambizioni personali. Ho la sensazione che la nostra comunità abbia perso la speranza. Un sfiducia totale nel futuro. La malattia peggiore che può colpire una società è la rassegnazione, la perdita della speranza. Questo tarlo si sta insinuando sempre di più, provocando un senso di sfiducia totale. Una mancanza di futuro che la porta ad essere incapace di elaborare progetti, idee che vadano al di la del contingente e dell’immediato, dell’effimero. Che si avvolge su se stessa, che rimpiangi i fasti di un passato ormai lontano anche per consolarsi delle distanza che la separa da altre comunità.

Questi sono sintomi che possono innescare un percorso di inesorabile decadenza che se supera certi limiti rischia di diventare deleterio per tutto il tessuto sociale. Secondo me ci siamo pericolosamente avvicinando al limite oltre il quale non bisogna andare.
Occorrono persone che se ne prendano cura. Che non si limitino ad amministrarla, che vi mettano cuore e ragione. Che seminino il germe della rinascita civile culturale, economica. Ciò può avvenire solo attraverso una gestione politica alta che realisticamente avrà la possibilità di essere tale solo se frutto di una larghissima convergenza che tenga ai margini gli aspetti meno nobili.

Voglio concludere richiamando alcun passi di una bellissima canzone di Battiato dal titolo appunto la cura che secondo me è lo spirito con cui gli amministratori dovrebbero seguire Gioiosa nei prossimi anni
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.

Auguri Gioiosa
Vincenzo Amato
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