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Martedì 1 Dicembre 2020 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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a messina la protesta dei lavoratori di radio call service
 
A MESSINA LA PROTESTA DEI LAVORATORI DI RADIO CALL SERVICE
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FONTE NOTIZIA: http://www.gazzettadelsud.it
Attualità, PIRAINO (ME)

Poco o nulla è cambiato in questi due mesi per i 94 lavoratori di Radio Call Service s.r.l., con sede a Gliaca di Piraino. Dopo il Natale amaro trascorso senza stipendi nè tredicesima, nonostante l'intervento delle organizzazioni provinciali di SLC-CGIL e UILCOM-UIL di Messina, un solo stipendio è stato accreditato ma, nel frattempo, sono trascorsi due mesi, per cui il conto delle mancate mensilità si continua ad allungare.


Dopo la nota inviata a firma dei segretari provinciali di SLC Giuseppe Di Guardo e di UILCOM Nicola Alessi al prefetto di Messina dott. Francesco Alecci, con la quale avevano denunciano il mancato pagamento degli stipendi, adesso le organizzazioni sindacali hanno deciso di alzare il livello della protesta e rendere questi lavoratori non più "invisibili".


Le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, hanno avviato tutte le procedure necessarie, in ottemperanza a quanto stabilito dal vigente contratto di lavoro per organizzare uno sciopero ed un presidio che si terrà stamani con inizio alle ore 10 e fino alle ore 13 a Messina davanti alla Prefettura.


Le motivazioni per le quali l'Azienda Radio Call Service non è in condizione di mantenere le retribuzioni ai dipendenti, con regolare cadenza mensile, sono dovute, in sintesi, anche al notevole ritardo nei pagamenti da parte di due delle quattro Aziende committenti. Il perdurare di questa situazione non permette alle famiglie dei 94 lavoratori, di vivere serenamente il quotidiano, precarizza il loro presente e rende incerto il futuro, in una realtà provinciale già ampiamente segnata da un'oggettiva e costante progressiva perdita di posti di lavoro.


I lavoratori comprendono il disaggio che arrecheranno ai fruitori dei servizi di società Radio Call Service s.r.l.; infatti, accadrà, che nella giornata odierna i cittadini/pazienti di questi grandi ospedali rischieranno, in concreto, di non potere più effettuare le prenotazioni per le visite mediche.


«I dipendenti si scusano – scrivono in una nota – ma non possono fare altro che manifestare per una situazione di continua precarietà non più sostenibile».


Ad oggi le Aziende committenti ed inadempienti nei pagamenti sono l'Asp di Messina, l'Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo e Piemonte; mentre, l'Asp di Catania e l'Azienda ospedaliero universitaria Vittorio Emanuele di Catania, hanno provveduto a saldare le fatture in arretrato.

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