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Sabato 8 Maggio 2021 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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disagio e incertezza per i piccoli comuni, grasso scrive a lombardo
 
DISAGIO E INCERTEZZA PER I PICCOLI COMUNI, GRASSO SCRIVE A LOMBARDO
disagio e incertezza per i piccoli comuni, grasso scrive a lombardo
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Politica, CAPRILEONE (ME)

Preg.mo On.le Presidente,

pur consapevoli del periodo di grave crisi economica-finanziaria che attanaglia il nostro paese (e quindi anche la Regione Sicilia), La invitiamo a riflettere sul grave disagio e stato di incertezza con cui i Comuni sono costretti a misurarsi quotidianamente, anche alla luce delle recenti notizie che gli Assessorati Reg.li ci hanno confermato. Le ragioni di questa mia nota sono rappresentate dalla necessità di segnalare alcuni “clamorosi errori nelle scelte di politica finanziaria regionale” che, ad avviso della scrivente, stanno per contribuire alla soppressione di numerosi servizi diretti alla collettività o addirittura preludono al fallimento dei nostri Comuni, che sono punti di riferimento preferenziali se non esclusivi dei cittadini. Infatti, sebbene la Regione Siciliana abbia garantito nel corso del 2011 i cosiddetti “trasferimenti ordinari”, la soppressione di alcune “riserve” peserà notevolmente sulla capacità di sopravvivenza dei Comuni. Nello specifico con la legge  regionale n° 7/2011 è stato previsto quanto segue:


1. È stata eliminata la premialità prevista dall’art. 76, c.2, della L.R. 2/2002 che come è noto viene applicata a seguito di valutazione di diversi indici di virtuosità dell’azione amministrativa. E’ evidente che tale eliminazione fa venir meno sia lo stimolo sia l’incitamento ad una buona operosità amministrativa (es. capacità di riscossione, progressione agli investimenti, sforzo fiscale, sforzo tariffario).


2. E’ stata eliminata la riserva prevista dall’art. 6, c.9, della L.R. 1/2008, relativa al rimborso dell’IVA sui servizi non commerciali. A tal proposito vi era una legge che estendeva in favore dei comuni Siciliani il diritto al rimborso IVA che è riconosciuto in tutte le regioni a statuto ordinario.


3. È stata eliminata la riserva per l’erogazione del contributo straordinario per eventi calamitosi ed è stato rimodulato il “contributo straordinario per Comuni che versano in condizioni di disagio sociale” prevedendolo solo per informatizzazione uffici;


4. È stata ridotta di un terzo la riserva per il rimborso del trasporto scolastico extraurbano non garantendo ai Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti il rimborso totale delle spese sostenute, per cui le famiglie che dovranno far frequentare ai propri figli gli istituti superiori nei comuni viciniori, in quanto nel nostro non ve ne sono, saranno costretti a contribuire alle spese di trasporto.


5. Inoltre,  non è stato  previsto il rimborso  per l’attuazione di misure tendenti alla stabilizzazione in favore dei lavoratori socialmente utili. Il paradosso di ciò consiste nel fatto che da un lato la regione emana circolari incoraggiando l’attuazione della stabilizzazione dei rapporti di lavoro con gli L.S.U.  e dall’altro elimina  riserve che sono interessate all’attuazione di queste misure.

6. L’approvazione e la pubblicazione del Decreto Presidenziale del 17/11/2011, con il quale è stata approvata la rimodulazione del Fondo Nazionale Politiche Sociali programma 2010-2012, non ha prodotto altro che la pubblicazione di bandi regionali per un valore di circa 18 milioni di euro che prevedono esclusivamente interventi che, nelle diverse articolazioni, sono già previsti nei singoli piani di zona dei Distretti Socio Sanitari (interventi in favore di immigrati, servizi a sostengo della non autosufficienza ADI, valorizzazione IPAB, realizzazione servizi diurni e residenziali ad elevata integrazione socio-sanitaria).

Seppur condivisibili le finalità di tali bandi, tendenti ad indirizzare risorse verso strutture a carattere sanitario piuttosto che sociale, si ritiene più opportuno utilizzare tali risorse per far rifiatare i Comuni costretti a coprire, coi propri bilanci asfittici, quelle spese delegate a noi Comuni senza la necessaria copertura economico finanziaria.


Riconoscendo che l’attuale momento di crisi economica  impone una condotta rigorosa ed un taglio alle spese,  viene tuttavia da chiedersi come nessuno si sia interrogato, in sede di stesura ed approvazione della legge di stabilità 2011, sulle reali esigenze delle famiglie siciliane e su quali scarsi strumenti oggi i Comuni abbiano a disposizione. Per esempio, come sostenere le famiglie degli L.S.U. se viene meno la erogazione del contributo che assicurava se non la stabilizzazione almeno il perfezionamento dei contratti a tempo determinato?


È assolutamente indispensabile, prima che sia troppo tardi,  che gli addetti ai lavori si mettano all’opera e correggano queste anomalie  poiché, diversamente, questo anno consegnerà alla Regione il dissesto di numerosi Comuni, impossibilitati a fronteggiare le esigenze del proprio territorio se privati delle risorse necessarie. La nostra terra è in questo momento ostaggio di calorose proteste. I “blocchi” prima o poi saranno istituzionali meglio generati da chi rappresenta in trincea le Istituzioni. Andare avanti è divenuto impossibile. Vi sono servizi, comunque, da assicurare.

Servizi legati al buon andamento dell’ amministrazione, servizi nei confronti delle persone e delle famiglie, servizi di promozione di un territorio già asfittico ma con straordinarie potenzialità se vi è sussidiarietà verticale. Non consideri la presente nota come una lista delle doglianze piuttosto come una messa in mora politica se l’energia da spiegare - gestionalmente, amministrativamente, burocraticamente, normativamente - per arginare  tale dissesto non dovesse essere sufficiente.

Si resta in attesa di positivo (fattivo) riscontro. Si chiede al Presidente dell’ANCI, nella qualità di rappresentante degli interessi degli Enti Locali, di intervenire presso l’Assessore alle Autonomie Locali e Funzione pubblica e l’Assessore all’Economia affinchè, ciascuno per i propri  ambiti di competenza, si adoperino per rivedere tutte le misure correttive alle mancate previsioni. Si chiede, infine, di convocare una assemblea dei Sindaci affinchè tutti insieme si affronti il problema e si adottino tutte le iniziative rivolte agli organi regionali preposti per correggere e/o modificare i tagli apportati dalla Legge 7/2011.


     Bernadette Grasso, Sindaco di Caprileone
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