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Sabato 18 Agosto 2018 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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campagne come il texas. ciak si gira il primo western in sicilia
 
CAMPAGNE COME IL TEXAS. CIAK SI GIRA IL PRIMO WESTERN IN SICILIA
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Spettacolo, CATENANUOVA (EN)

 Le sinestesie cromatiche e ambientali tra l'entroterra Isolano e il Texas, hanno fatto sì che le campagne comprese tra Catenanuova, nell'ennese, e Castel Di Judica e Sferro, nel catanese, siano state la location perfetta per un lungo metraggio western, girato in questi giorni nel cuore della Sicilia. "Pozo and El Diablo. The Legend", La leggenda di Pozo e il Diavolo, interamente girato in inglese, per dar respiro internazionale. Durata pellicola 1,30 circa, sarà doppiato anche in italiano, ed entro l'anno dovrebbe arrivare nelle sale del grande schermo.

E' ambientato nel 1880, proprio quando nel Nuovo Messico i fuorilegge facevano moda, ma girato nel cuore della Sicilia. Il regista è Carmelo Gerardo Auteri (regista, filmmake, autore e sceneggiatore) Renny Zapato (attore, autore e sceneggiatore), Giulia Fiume (attrice e sceneggiatrice), Gianmarco Oliveri (attore), Pierangelo Russo (aiuto regia e direttore produzione) Giacomo Iotti (musicista) Maria Ester Grasso (attrice) Roberto Oliveri (attore) Muzzetta Antonella (trucco e parrucco) Giulia Amaranta Fiume (attrice) Cristina Benzoni (attrice) Riccardo Vinciguerra (attore), Tony Russo (attore), Alberto Cerro (attore) e Giuseppe Scaccianoce (attore).

Nel film i componenti de La Rocca, associazione equestre che ha fornito operatori e cavalli contattati, per la loro passione cinematografica. Sono: Sabina La Corte (operatore equestre e figurazione), Teodoro Smirne Miletti (operatore equestre e figurazione speciale), Nunzio Sanfilippo (operatore equestre e figurazione), Nancy Di Modica ed ancora Andrea Tomarchio Vincenzo Picone e Orazio Privitera operatori equestri e figurazioni.

“Il Fico D'India Western, termine inventato e strutturato, da Carmelo Gerardo Auteri e Renny Zapato, è figlio dello Spaghetti Western, genere che ha dato tanto all'industria cinematografica italiana nel mondo con attori del grande schermo come Giuliano Gemma, Franco Nero, Terence Hill, Bud Spencer, George Eastman, Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Eli Wallach ed importanti registi come il maestro Sergio Leone, Sergio Corbucci, Ferdinando Baldi, Enzo Castellari, Tonino Valeri, Giuseppe Colizzi, Enzo Barboni (E. B. Clucher), Tanio Boccia (Amerigo Anton), devono gran parte del loro successo al genere Spaghetti Western – spiega Auteri -. Rivalutare il territorio siciliano tramite l'industria cinematografica è stato sempre il mio più grande desiderio. Anche nella mia tesi di laurea descrivevo appunto i passaggi che una Regione potrebbe effettuare affinché l'industria cinematografica divenga fonte di aperture lavorative ed entrate economiche.

In Sicilia, abbiamo maestranze e artigiani degni di nota, potremmo creare tanto a favore dello sviluppo dell'industria cinematografica nella nostra Isola”. Il Western è un modo nuovo e diverso di pensare al Cinema nella nostra amata terra, insomma. “E’ un onore per il sottoscritto, debuttare come regista film maker in Sicilia, nella mia terra e rendere merito a territori cosi importanti – spiega Auteri. Oggi il Ministero dei Beni Culturali agevola gli imprenditori che intendono investire nel settore cinematografico.

Un esempio della volontà di quanto vi sto comunicando sta nel Tax Credit un'operazione che riesce a collocarsi in modo equilibrato e vantaggioso tra imprenditore e operatori del settore cinematografico. Naturalmente gli investimenti del Tax Credit devono sempre essere seguiti, da professionisti del settore cinematografico e del marketing dello spettacolo, non ci si può improvvisare. Investire nel territorio siciliano è importantissimo per la nostra terra e per noi stessi siciliani.

Significa dare forza culturale alla Sicilia e quindi forza economica e contrattuale. Il Cinema di Genere in Sicilia funziona grazie ai suoi panorami e grazie alla sua architettura, due punti forza della nostra terra. Dopo i due western continuerò a realizzare Cinema di Genere perché credo in un cinema che intrattenga il pubblico in modo dinamico. Di sicuro toccherò diversi argomenti sociali, ma secondo il mio punto di vista, l'industria cinematografica deve soprattutto distrarci dai molti disagi socio economici che ci affliggono”. Non è la prima volta che la cinematografia o la letteratura s'innamorano dell'entroterra siciliano.

Delle colline ennesi e catanesi, s'innamorò ad esempio, Johann Wolfgang von Goethe nel suo Viaggio in Sicilia, quando fermatosi nel fondaco Cuba, stazione di posta per i cavalli, alle porte di Catenanuova, dal lato sud, ne descrisse le genti che abitavano tra il Dittaino e il Simeto, e, nel suo tragitto verso Caltanissetta, Agrigento e Palermo annotò nel suo taccuino la celebre frase "L'Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto".

Dello stesso entroterra s'innamorò la cinematografia, impregnata del suo fascino quando il grande Ford Coppola vi girò Il Padrino, parte seconda, stabilendo la location alla stazione di Sparacogna, sul versante orientale di Catenanuova, anche se sul territorio di Regalbuto, allestita allora come se fosse quella di Corleone. E le scene di Abramo e Isacco tra le rovine di Sodoma sono state girate a pochi chilometri, verso Catania, nel territorio in parte di Centuripe, in una zona chiamata Valanche.

Tanto per capire la straordinarietà dell'evento, si tratta del film La Bibbia (The Bible: in the beginning), girato nel 1966, e diretto dallo straordinario John Huston. La Sicilia insomma per i paesaggi, per diversità territoriale, ma anche perché scrigno di varie culture, offre scenografie a cielo aperto e si presta bene ad accogliere in seno varie iniziative, dalle teatrali, alle cinematografiche. Questa Terra, chi ci nasce se la porta nello sguardo. Chi la conosce l'appunta al petto come si fa con le emozioni.

Grazia Mignacca


Nella prima foto di Giacomo Iotti (in alto)  il regista insieme ad alcuni attori durante una pausa dal set
Nella seconda sempre di Giacomo Iotti (in basso) alcuni attori e figuranti durante una scena

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