La squadra mobile di Messina ha eseguito tre ordinanze di custodia
cautelare, due in carcere e una ai domiciliari, con l'accusa di usura
nei confronti di tre presunti esponenti del clan Bonaffini.
Si tratta di
due fratelli e un loro cognato che avrebbero "strozzato" un
imprenditore messinese con prestiti a tassi d'usura.
Tra gli arrestati
anche Antonino Bonaffini detto 'Ninetta', più volte in carcere per
droga, indicato dagli investigatori come il capo del clan al quale
recentemente sono stati sequestrati, insieme ad altri imprenditori, beni
per oltre 450 milioni.
Dalle indagini, avviate nell'aprile del 2010, è
emerso che i tre arrestati avrebbero anche minacciato di morte e
picchiato l'imprenditore che non era in grado di far fronte agli
interessi sempre crescenti.
Antonino Bonaffini, tra l'altro, avrebbe
gestito l'attività di usuraio pur trovandosi agli arresti domiciliari. |
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