Q-MAGAZINE - LA SCUOLA CHE “MASTICA” IL TERRITORIO: IL RUOLO DEL POTENZIAMENTO TRA BANCHI E SAPORI SICILIANI
DATA NOTIZIA: 28/02/2026 - FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
 
Nelle aule delle scuole siciliane sta avvenendo una rivoluzione silenziosa, e il protagonista non è seduto dietro una cattedra tradizionale.

È l’insegnante di potenziamento: una figura spesso confusa con un “tappabuchi” per le supplenze, ma che rappresenta, in realtà, l’anello di congiunzione mancante tra il programma ministeriale e l’identità del territorio. In un’isola dove l’enogastronomia non è solo cibo, ma storia, economia e richiamo turistico, il docente di potenziamento diventa l’architetto di un’offerta formativa che finalmente “parla” la lingua delle nostre eccellenze.

Oltre il libro di testo: la didattica del “fare” Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) non deve più essere un documento polveroso, ma un manifesto di intenti. Grazie alla flessibilità oraria e alla libertà progettuale del potenziamento, la scuola può uscire dalle mura scolastiche. Immaginiamo moduli didattici dove:

La Chimica si studia analizzando le proprietà organolettiche dell’olio extravergine d’oliva dei Nebrodi.

L’Inglese diventa lo strumento per creare brochure turistiche destinate ai visitatori stranieri attratti dai nostri borghi.

La Storia si riscopre attraverso le dominazioni che hanno plasmato la cucina siciliana, dal couscous arabo al cioccolato di Modica.

Contrastare la dispersione con l’identità La Sicilia combatte da anni contro tassi di dispersione scolastica preoccupanti.

Qui il potenziamento gioca la sua partita più importante. Coinvolgere un ragazzo in un progetto di “Giornalismo del Gusto” o nella creazione di un itinerario enogastronomico digitale significa dargli una competenza spendibile. Significa fargli capire che il futuro non è necessariamente altrove, ma può essere costruito valorizzando ciò che già esiste sotto i nostri occhi: dal “Suino Nero” alle cantine dell’Etna, passando per l’artigianato d’eccellenza.

Una sfida per i dirigenti La sfida ora passa ai Dirigenti Scolastici: avere il coraggio di usare queste risorse non per coprire le assenze dell’ultimo minuto, ma per creare laboratori permanenti di identità siciliana.

Una scuola che non dialoga con le aziende del territorio, con i produttori e con chi racconta l’isola ogni giorno, è una scuola che perde un’occasione.

È tempo che i banchi di scuola tornino a profumare di futuro e di tradizioni, perché solo chi conosce le proprie radici può imparare a volare.

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