Q-MAGAZINE - EDITORIALE – TRENTACINQUE ANNI DI INCHIOSTRO E RADICI: IL MIO VIAGGIO CON LA GAZZETTA
DATA NOTIZIA: 24/01/2026 - FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
 
Era il 24 gennaio 1991. Ricordo ancora l’emozione di vedere il mio nome stampato per la prima volta su queste colonne: un misto di orgoglio e di quel sano timore reverenziale che si prova davanti a un’istituzione come la Gazzetta del Sud.
Oggi, 24 gennaio 2026, mi ritrovo a contare trentacinque anni di una collaborazione che non è stata solo un impegno professionale, ma una vera e propria compagna di vita.

In questi sette lustri il mondo è cambiato in modi allora inimmaginabili. Siamo passati dalle macchine da scrivere ai tablet, dalle redazioni avvolte nel fumo e nel rumore delle rotative alla velocità istantanea del web. Eppure, nonostante la rivoluzione digitale che oggi mi vede impegnato sui miei portali, il cuore del mio mestiere è rimasto lo stesso di quel mattino d’inverno del ’91: ascoltare il territorio e restituirgli una voce.


La Gazzetta è stata il palcoscenico privilegiato da cui ho potuto osservare e raccontare la nostra Sicilia. Tra queste pagine ho imparato che il giornalismo non è solo cronaca, ma è custodia della memoria. Ho cercato di farlo soprattutto attraverso la cultura enogastronomica, convinto che tra i sapori dei Nebrodi e le tradizioni di Messina si nasconda l’anima più autentica della nostra gente. Raccontare un piatto, un produttore o un borgo antico non è mai stato un esercizio di stile, ma un atto di amore e di resistenza culturale.

Dalle oltre cento tappe di “Sapori di Sicilia” sulle TV locali, ai reportage più recenti, sui miei portali, la firma su questo quotidiano è stata per me un “passaporto” per entrare nelle storie degli altri, per sedermi alle loro tavole e tradurre in parole il sacrificio e la bellezza di un’isola che non smette mai di stupire. Il mio ringraziamento oggi va ai direttori che si sono succeduti, ai colleghi che sono stati maestri e compagni di viaggio, ma soprattutto a voi, i lettori.

Siete voi il vero motore di questa lunga maratona. Se dopo trentacinque anni sento ancora la stessa urgenza di scrivere e di raccontare, è perché so che dall’altra parte del foglio (o dello schermo) c’è una comunità che condivide la mia stessa passione per questa terra. Il viaggio continua. Con lo stesso entusiasmo del primo giorno e qualche consapevolezza in più, ma sempre con la penna rivolta verso la nostra Sicilia.

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