SINAGRA (ME) - CALEG: RIPRENDE LA PRODUZIONE DI PELLET- IL TAR ACCORDA LA SOSPENSIVA
DATA NOTIZIA: 24/11/2012 - FONTE NOTIZIA: Enzo Caputo
 
Buone notizie per i circa 10 lavoratori della Caleg srl, la fabbrica che produce “ecopellett” nell’area artigianale di Sinagra. Il TAR di Catania ha infatti  sospeso anche per “l’insussistenza di ragioni di pericolo per la salute pubblica” e “l’interesse sociale al mantenimento dei livelli occupazionali, meritevole di tutela, specie nella presente, grave, congiuntura economica”, l’ordinanza del sindaco Vincenza Maccora che ordinava lo spostamento entro  5 giorni, della scippatrice, macchina che sminuzza i tronchi, in locali interni pena l’automatica cessazione dell’attività.

Tutto inizia qualche anno fa con le lamentele di alcuni cittadini riuniti in comitato, “infastiditi” dal rumore del macchinario, dal fumo(a detta dell’azienda in gran parte vapore acqueo) e dalla polvere  che questa avrebbe prodotto. Gli accertamenti  dell’agenzia per l’ambiente e dell’azienda sanitaria non evidenziarono però particolari anomalie mentre il rumore, per la perizia di parte, rientra nei limiti di legge. Ma ci sono anche altri aspetti anche se non proprio pertinenti la materia del contendere.

La Caleg- ha scritto il sindaco in un comunicato, deve al Comune, proprietario del capannone, 76.000 euro e che  ha declinato di “confrontarsi” in merito con l’amministrazione comunale per comporre bonariamente la questione. Intanto è schermaglia verbale tra  i “simpatizzanti Maccora sindaco” e la presidente del Comitato per l’ambiente che lamenta la mancanza di informazioni sulla vicenda e stigmatizza chi pensa di appuntarsi anzitempo una medaglietta sul petto. 

A difendere la Caleg, che nell’atto costitutivo, ha chiesto  all’Ente danni per un milione di euro, l’avvocato Giuseppe Currao mentre per la controparte c’è il collega Salvatore Librizzi. La questione potrebbe però definirsi, ha detto il sindaco,“se la società si adeguerà alle disposizioni del Consiglio comunale” (di cui ha anche tenuto conto il TAR).

E sarebbe la soluzione migliore perché i risultati non sarebbero poi tanto scontati per nessuno tanto che nell’incarico all’avvocato, per  6.292 euro,  lo stesso sindaco si è dichiarato “consapevole ed informato” della complessità dell’incarico e di aver ricevuto tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili”.

Enzo Caputo

 
 
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