BROLO - FUTURA, UN SABATO DA LEONI
DATA NOTIZIA: 15/10/2012 - POSTATA DA: SANTI MAGGIO
 
Chi mastica un po’ di calcio sa che esso è uno sport spietato, spesso vince chi gioca meglio, ma non è sempre così. A volte quella “maledetta” palla non ne vuol sapere di entrare nella rete, non tenendo conto di meriti e fatica. Un po’ per frenesia, un po’ per imprecisione e un po’ per quel diavoletto che ogni tanto ci si mette di mezzo.

Questa in genere è stata Futura – Sinagra degli ultimi anni ed anche sabato scorso sembrava non fare eccezione. Da una parte i giovani giallo-blu che su uno dei campi più difficili della prima categoria si dannavano alla ricerca del gol e dall’altra una compagine esperta che cercava di ribattere colpo su colpo, ma visibilmente sorpresa da tanto vigore.


La disputa bella ed avvincente restava però in equilibrio fino a quando un abile prestigiatore, il David Copperfield dei campi di calcio dilettantistici, creava dal nulla un calcio di rigore stramazzando al suolo, come investito da un treno merci in piena corsa. L’arbitro allocco abboccava all’ormai consueto tranello e indicava deciso il dischetto mandando, inoltre, anticipatamente sotto la doccia la sfortunata vittima del mortifero illusionista. L’ex aquilotto, senza alcun rimorso di rubare le uova dal nido dove era cresciuto, ci aveva già provato nel primo tempo a piombare rovinosamente a terra, ma in quel caso il nero allocco non ci era cascato, ma tutti sapevano che era solo questione di tempo.

La massima punizione veniva così trasformata in gol e la frustrazione dilagava. “Farsi giustizia da se” risuonava nelle menti dei giovani brolesi, ma questa non è mai una buona idea, e così cominciava la caccia all’uomo (o mago che dir si voglia) che come naturale conseguenza non poteva che portare all’espulsione dell’avventato vendicatore.

Adesso sotto di un gol e in nove uomini contro undici il destino sembrava segnato e la goleada inevitabile. Ma, se fino al momento della fatale illusione gli aquilotti avevano giocato a mille mettendo in seria difficoltà la blasonata compagine sinagrese, adesso andavano a diecimila e nessuno in tribuna notava che una squadra giocava con due uomini in meno, piuttosto sembravano esserci nove leoni in più che, incuranti dell’inferiorità numerica ed “inferociti” per il torto subito, aggredivano i frastornati avversari che alla “viva il parroco” si difendevano.


Tutto però sembrava perduto poiché il gol, più volte sfiorato, non arrivava. Poi, a pochi secondi dalla fine l’arbitro fischiava una punizione sulla trequarti avversaria. “Tutti in area” era l’ordine perentorio che arrivava dall’infiammata panchina e neanche il portiere si sottraeva al suo dovere. La sfera veniva calciata verso l’area di rigore con magistrale precisione, mentre l’umano mucchio con gli occhi in su e col cuore in gola si contendeva quell’ultimo pallone.

I secondi sembravano minuti quando, come in una ripresa a rallentatore, una fluente chioma emergeva dalla marea sottostante e con una zuccata maligna faceva disegnare a quella sfera “infuocata” un’inafferrabile parabola verso la Gloria. Stavolta no, stavolta il dio del calcio non è stato a guardare….

Santino Maggio

 
 
Pagina stampata da http://www.quadrifoglionews.it
Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione della redazione
Copyright 2004 - 2021 "Il Quadrifoglio News Online" supplemento elettronico
del mensile d'informazione e di annunci economici "Il Quadrifoglio News"