SINAGRA (ME) - BENIAMINO IOPPOLO: DA SINAGRA A PARIGI, LA STORIA DI UN INTELLETTUALE
DATA NOTIZIA: 25/04/2012 - FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
 
La settimana della cultura, organizzata dal comune di Sinagra e dalla Pro Loco nella sala delle conferenze del Palazzo Salleo, ha concluso  il suo programma  col meeting “Beniamino Ioppolo: Da Sinagra a Parigi, storia di un intellettuale europeo”.
Hanno introdotto i lavori il sindaco di Sinagra Gaetano Scarso, la Dottoressa Enza Sicilia, assessore ai beni culturali , la dottoressa Enza Mola, presidente della Pro Loco e il Dot. Carlo Cardaci, direttore della biblioteca comunale.
Hanno relazionato: La prof. Paola Radici Colace dell’università di Messina, la prof. Maria Gridà dell’università popolare di Palermo, La Professoressa Ida Rampolla Del Tindaro, già ispettrice del ministero della pubblica istruzione, il dottor Stephane Resche, ricercatore presso l’università Blaise Pascal di Clermont- Ferrand e la dottoressa Katia Trifirò, giornalista, scrittrice e ricercatrice presso l’università di Messina.

I relatori hanno percorso il cammino dello scrittore Beniamino Ioppolo, poeta, autore di diverse opere teatrali, romanziere e pittore attraverso un’attenta analisi delle sue opere e degli scritti dei più grandi critici della letteratura italiana e francese del suo tempo e dei giorni nostri. Ne è venuto fuori un grande quadro che ha incorniciato in tutti i suoi aspetti le esperienze che hanno segnato per tutta la vita il genio del grande scrittore.


E’ nato a Patti da Paolina Sciacca, pattese e da Giovanni Ioppolo, professore di lettere al liceo di Reggio Calabria e al Maurolico di Messina e proprietario terriero a Sinagra. Beniamino trascorse gran parte della sua infanzia e gioventù nei campi di nocciole, boschi e giardini con i cugini. La sua prima gioventù fu segnata dal suicidio dello zio e dalla pazzia di cui furono colpiti alcuni suoi familiari fino al punto di credere che nella sua famiglia vi fosse un’epidemia che faceva diventare pazzi da convincerlo a lasciare Messina e iscriversi all’università di Firenze.


La sua formazione culturale si completa con le esperienze di Milano, dove si trasferì e dove conobbe i più grandi letterati e artisti del tempo. In queste due città maturarono le sue più grandi opere che lo collocano fra i più insigni scrittori del novecento. In quasi tutte le opere affiorano i suoi ricordi d’infanzia. Con una penna che è quasi pennello del consumato pittore, descrive valli, monti, colline, strade e fiumi dei luoghi della sua gioventù con colori che cambiano a secondo l’umore dell’artista: ” attorno le montagne azzurre facevano una grande conca in mezzo a cui scorreva un fiume disseccato bianco con venature grigiastre” (da c’era un Piffero ossesso):. I personaggi invece vagano fra pazzia e ragione ma con un filo conduttore da cui emerge sempre l’uomo con tutte le problematiche derivanti dalla sua natura.


L’ultima parte della sua esistenza è legata a Parigi, dove si ritirò con la moglie da dove iniziarono le traduzioni delle sue opere e le rappresentazioni in varie lingue per poi diffondersi in tutta Europa.

Beniamino Ioppolo non dimenticò mai Sinagra, la sua casa di Santa Maria, dove, ogni anno, vi veniva a trascorrere qualche mese estivo e dove dagli amici gli si tributava la meritata stima, è spesso ancora meta di visitatori che cercano quei luoghi   descritti dall’artista

Ha concluso i lavori del meeting  la relatrice Katia Trifirò, autrice fra l’altro d’un’opera dedicata al pensiero dell’intellettuale la cui storia parte da Sinagra, si ferma a Parigi ma percorre tutta l’Europa, Beniamino Ioppolo.

Domenico Orifici

 
 
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