SINAGRA (ME) - CONVEGNO SU PROGETTO BIODIVERSITÀ OVINI ROCCHE DEL CRASTO
DATA NOTIZIA: 15/01/2012 - FONTE NOTIZIA: Gazzetta del Sud del 13 01 2012
 
Dopo il suino Nero dei Nebrodi, al pubblico dei buongustai è stata presentata la pecora Pinserita, un ovino autoctono delle Rocche del Crasto, ma allevato su tutto il territorio dei Nebrodi .

A questo mite animale la Soat di Castell’Umberto ha dedicato il“ progetto biodiversità ovini Rocche del Crasto- riflessioni sulla biodiversità degli ovini del territorio dei comuni dei Nebrodi Centro Orientali” che si è concluso con un meeting tenuto a Sinagra in un locale dell’azienda dei Fratelli Borrello.

Al convegno, oltre ai tanti allevatori, hanno partecipato: il Dottor Vincenzo Pruiti, dirigente della Soat di Castell’Umberto, il dott. Giuseppe Spartà, dirigente delle Risorse Agricole e Aimentari del Dipartimento Interventi Infrastrutturali Servizio IV, il Dottor Alessandro Zumbo del Dipartimento di Morfologia, Biochimica, Fisiologia e Produzioni animali dell’Università di Messina, il dottor Vincenzo Dimarco dell’Istituto Zooprofilattico per la Sicilia, il sindaco di Sinagra, dottor Gaetano Scarso.

Ha introdotto i lavori il Dottor Vincenzo Pruiti, che ha puntualizzato come sia importante pèr la sopravvivenza del nostro territorio valorizzare al meglio i nostri prodotti di cui i Nebrodi sono ancora uno scrigno inesplorato.

Il Dottor Zumbo, analisi alla mano, ha detto che la carne della pecora “ delle rocche del Crasto” si presenta ricca di acidi polinsaturi con un basso contenuto lipidico e un Ph di 5,5, come tale ottimale per la resistenza batterica e per la conservazione.

 Gli allevatori, oltre alla bontà della carne, hanno messo in risalto la maggiore prelibatezza dei prodotti caseari che si ottengono col latte della pecora delle Rocche del Crasto, rispetto e quelli delle consorelle di altre specie che si allevano sui Nebrodi

Gi interventi dei convenuti hanno messo in rilievo come la concorrenza degli ovini importati, che vengono offerti a prezzi stralciati, abbiano messo in ginocchio gli allevatori nebroidei. L’unico modo per difendersi da questa concorrenza- hanno detto-  è quello di opporre prodotti di qualità com’è avvenuto col suino Nero dei Nebrodi che ha conquistato una vasto mercato e richiama continuamente turisti che vengono per gustarne le pregiate carni e i suoi prodotti derivati preparati dagli esperti del luogo.

Domenico Orifici

 
 
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