Q-MAGAZINE - MESSINA – UNA STORIA DI RISCATTO, GRAZIE AL TEATRO, PER I DETENUTI DEL CARCERE DI GAZZI
DATA NOTIZIA: 09/06/2019 - FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
 

Al “Piccolo Shakespeare”, teatro all’interno della Casa Circondariale di Gazzi, è stata messa in scena “La Giara” di Luigi Pirandello.

Ph Tempostretto.it

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In scena «La Libera Compagnia del Teatro per Sognare» composta eccezionalmente da donne e uomini, per un altro importante momento del Progetto «Il Teatro per Sognare» oggi confluito in «Teatrali – percorsi d’integrazione e libertà».

Il Progetto ideato e coordinato dall’Associazione D’aRteventi è frutto di una proficua e appassionata collaborazione della Casa Circondariale di Gazzi sede dell’attività, il Ministero della Giustizia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Provveditorato regionale, il Tribunale di Sorveglianza e la Caritas Diocesana di Messina Lipari e Santa Lucia del Mela che lo sostiene.

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Una «Giara» realizzata con il circuito di media sicurezza e attori esterni, Dino Parrotta, Antonio Previti, Pippo Venuto, Virginia Giacoppo, Damiano Venuto, Gabriele Crisafulli e il piccolo Paolo Arigo’.

Mettere in scena insieme donne e uomini, è stata un’ulteriore dimostrazione di grande collaborazione e cooperazione tra le Istituzioni coinvolte, determinante l’azione del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del Provveditorato regionale e della Polizia Penitenziaria che ha avuto un ruolo molto importante per tutto lo svolgimento dell’attività.

Una scena con tanti attori, insieme alla «Libera Compagnia del Teatro per Sognare» anche la partecipazione straordinaria di Pippo Venuto a cui è stata affidata a sipario chiuso un’introduzione sulla poetica Pirandelliana, del regista Dino Parrotta nel ruolo dell’avvocato Scimè, Antonio Previti nel ruolo di un furibondo Don Lolò, Virginia Giacoppo, Gabriele Crisafulli, Damiano Venuto, Moreno Pio Mondì e il piccolo, Grande Paolo Arigò nel ruolo di contadini. 

Per valorizzare i suoni della Sicilia hanno fatto da sfondo le pregevoli musiche a cura di alcuni allievi del Conservatorio Statale “A. Corelli” (Emanuele Mirulla, Francesco Papalia, Vincenzo Pinzone e Salvatore Saccone), realizzate con strumenti della tradizione popolare.

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