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Giovedì 13 Maggio 2021 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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vile rito satanico nel salone della chiesa del buon pastore
 
VILE RITO SATANICO NEL SALONE DELLA CHIESA DEL BUON PASTORE
vile rito satanico nel salone della chiesa del buon pastore
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FONTE NOTIZIA: www.gioiosani.it
Cronaca, GIOIOSA MAREA (ME)

Sgomento ed incredulità ieri pomeriggio presso il salone della Chiesa “Gesù Buon Pastore” di Gioiosa Marea. Intorno alle 16,00 , una signora che stava per pulire la sala che dovrebbe ospitare i bambini per l’imminente colonia estiva, ha ritrovato dei chiari segni inequivocabili di un vero e proprio rito satanico.

Secondo una prima e sommaria ricostruzione, delle persone sarebbero entrate tra la notte di martedì 11 e mercoledì 12 giugno, sfondando  una delle porte in adiacenti il  campetto di calcio di piazza Claudio Villa.
Esattamente prima rompendo un pezzo di vetro e poi utilizzando un bastone o il manico di una triciclo per bambini ritrovata sul posto, avrebbero fatto leva dall’esterno sul maniglione antipanico, aprendo facilmente l’uscita di emergenza.
Una volta entrati dentro il salone, del tutto indisturbati, hanno preparato un vero e proprio “altarino del diavolo” utilizzando e infierendo contro l’inerme crocifisso appeso al centro della sala, posizionandolo sottosopra.


Sul posto sono state ritrovate diverse croci realizzate con dei bastoni, un foglietto di un giornale ecclesiastico con l’immagine della Madonna bruciata, e una foto di tre preti con i volti ed il corpo sfregiati simbolicamente con dei chiodi ed un taglierino.

Inoltre su un tavolo sono stati incisi dei chiari riferimenti alla simbologia satanica, ossia il numero 6 ripetuto per tre volte, una croce sottosopra ed un’altra a forma di svastica nazzista. Presenti incisi sul tavolo anche dei simboli fallici. Intorno al Cristo, sono state posizionati 3 bicchieri ricolmi di sabbia, che molto probabilmente hanno ospitato delle candele che pero’ non sono state ritrovate sul posto. La croce è stata sporcata con della vernice, della cera, e presa di mira con dei chiodi.

Non è la prima volta che la Chiesa del Buon Pastore viene presa di mira, ma mai si era arrivato a tanto: infatti mese fa, in ricorrenza del Santo Natale, i soliti ignoti erano riusciti ad entrare dentro la Chiesa mettendo a soqquadro l’altare e le statue del presepe presenti. Curiosa coincidenza, ma non di secondaria importanza, il ritrovamento qualche giorno fa di una spina elettrica volutamente messa in corto circuito per evitare che si potesse accendere la luce nel salone stesso. Praticamente in una presa secondaria, ben nascosta da un frigorifero, era stata inserita una spina da “abat jour” con i fili della luce sfilettati ed arrotolati tra loro, per mettere in corto circuito l’intero sistema.

Da segnalare altri due strani ritrovamenti nel salone: una rudimentale pistola, costruita con un tubo inserito nell’anima di un rotolo di carta igienica, e in un lavandino del bagno un termometro rotto. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri coordinati dal Comandante della Stazione locale Maresciallo Santo Fazio, che stanno esaminando minuziosamente il luogo per trovare eventuali prove, con l’ausilio dei colleghi del Reparto Investigazioni Scientifiche, senza tralasciare alcuna eventualità.
Preoccupazione anche tra i residenti della zona della marina che, pur non essendosi accorti di strani movimenti o rumori sospetti, non riescono a spiegare un gesto così destabilizzante.

Sembrerebbe un caso isolato per la nostra cittadina, ma forse non è così: infatti episodi simili sono stati segnalati in un’abitazione da tempo abbandonata, e situata proprio al centro del paese, ed esattamente la palazzina decadente in fondo a piazza Mazzini, che fa da scenario alle commedie teatrali estive, a due passi dalla Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari. La casa, malandata ed in pessime condizioni da tantissimi anni, sembrerebbe sia stata utilizzata in passato o da improvvisate sedute spiritiche oppure da veri e proprie messe sataniche.

Sembra la sceneggiatura di un film, ma la realtà è che le sette sataniche si riuniscono veramente, anche in Sicilia e purtroppo anche a Gioiosa Marea. Fanno di tutto per passare inosservate e ci riescono molto bene. Sono abilissime nel reclutare i giovanissimi grazie alle bande sataniche e ai siti web dedicati all’esoterismo, che sono ormai molteplici, quasi alla luce del sole. Quest’anno gli uffici palermitani del “Gruppo ricerca e informazione sulle sette” hanno raccolto una cinquantina di telefonate (al numero 091-6162442), ma solo una piccola parte delle segnalazioni riguardava casi di satanismo. Le varie associazione antisatanismo, nate con l’intento di combattere il fenomeno, spiegano che il culto del demone è diffuso in molte parti della Sicilia.

Padre Vincenzo Nuara, il sacerdote responsabile per la Sicilia del Gruppo ricerca e informazione sulle sette (Gris), ha spiegato più volte che le sette sataniche hanno il loro punto di riferimento nella zona di Cefalù. La rocca palermitana viene considerata un luogo di adorazione internazionale da quando Aleister Crowley fondò l’abbazia di Thelema, nel 1920. Alcuni anni fa furono ritrovate tracce di riti satanici dentro una cappella sconsacrata in cima alla rocca e il Comune decise di sigillare l’ingresso con una grata. Un tempo riguardava i ceti medio-bassi, mentre adesso coinvolge anche professionisti insospettabili. Prende piede tra i giovani, perché le sette hanno adeguato le proprie strategie e adesso hanno siti web con i loro manuali e bacheche virtuali dove gli appassionati di satanismo si danno appuntamento.
Altri spiegano il fenomeno con una componente psicologica che confina con la follia e con la perversione sessuale, ma anche una componente antireligiosa e anticristiana di odio contro Dio e contro Cristo.

Chi fa parte di una setta non ama farsi conoscere e si nasconde agli occhi dell’opinione pubblica. La legislazione in questo momento è permissiva e i fedeli di Satana non vogliono rischiare di compromettere la situazione attirando l’attenzione del legislatore. Fra i satanisti siciliani prevale la logica dei piccoli numeri. “Sono organizzati in gruppi piccoli facilmente gestibili dai leader. Si spostano sul territorio, si disperdono all’occorrenza e poi si ricompattano nuovamente quando il pericolo è passato – dice padre Nuara -. Gli adepti vengono reclutati con un sistema a catena basato su vari livelli di iniziazione. La maggior parte della gente che è entrata in una setta non ha mai saputo di averne fatto parte. E quando l’ha capito è stato grazie ad altri membri, ma era già troppo tardi. Perché la sette non tollera i fuoriusciti e li perseguita minacciando di fare del male ai familiari, di rivelare particolari osceni e di diffondere fotografie compromettenti scattate durante le cerimonie”. E questo consente a chi ne fa parte di mimetizzarsi e proseguire indisturbato la propria attività.

 


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