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ciconia: viaggio nell'italia che sprofonda. euravia sul luogo!
 
CICONIA: VIAGGIO NELL'ITALIA CHE SPROFONDA. EURAVIA SUL LUOGO!
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Cronaca, ORVIETO

Castell'Umberto - Perugia, 13 novembre 2012 - Tre persone disperse e poi ritrovate, cavalli che scalpitano impauriti  in oltre due metri di acqua,  gente immersa fino alla gola, camion rovesciati,  macchine e roulotte  inghiottiti dal fango, case che spuntano come navi in un mare melmoso  e, per  dare l'ultimo tocco,  anche un grande impianto fotovoltaico  semisommerso dalle acque. Questo è ciò che è successo a Ciconia  dove, dopo giorni di piogge ininterrotte, il fiume "Paglia" ha rotto gli argini e ha travolto la frazione sottostante  allagando persino le "Ceramiche Orvieto" fiore all'occhiello della zona.

La scena apocalittaca , con le varienti del caso, si può estendere a tutte le regioni colpite dal nubifragio. A Ciconia la gente è terrorizzata, il tempo è ancora minaccioso e il fiume  continua a tracimare. Un grosso escavatore rosso  di oltre 20 tonnellate che tentava di  realizzare una sbarramento  tra due piloni della superstrada per proteggere  un parcheggio e alcune abitazioni è prima sprofondato sotto l'urto della piena e poi, sommerso dalle acque, è stato trascinato per  alcune decine di metri  mentre  l'autista ha fatto appena in tempo a uscire dal mezzo. Solo  parte del braccio meccanico e il tetto indicano la presenta del pesante mezzo cingolato. La gente si è rifugiata sui tetti prima di essere tratta in salvo dai vigili del fuoco che sono intervenuti con gommoni e numerosi  mezzi .

Elicotteri levatisi in volo  da Ciampino  hanno portato in ospedale due partorienti. Pure salvato per via aerea un uomo che si trovava su un tetto a La Svolta. Cinque persone sono finite in ospedale a Orvieto. Tre - spiegano all’ufficio stampa dall’Asl — sono state colpite da ipotermia, dopo essere finite in acqua e due che hanno riportato leggeri traumi». Soccorsi pure quattro dializzati. Durante gli interventi per il maltempo una squadra dei vigili del fuoco è stata intrappolata dall'acqua ed  è stata soccorsa dagli elicotteri dei colleghi. Chiusi il casello autostradale e le scuole  così come  i collegamenti con Perugia.  L’intero parcheggio dei pendolari di piazza della Pace è un ammasso di fango e detriti, il laghetto artificiale di Ciconia completamente distrutto. 

A  Fabro, nella zona di Colonnetta fino a Santa Maria di Monteleone, Allerona e Castelviscardo si "transita " con i gommoni, i binari allagati hanno fermato il treno regionale e i viaggiatori sono stati  spostati in pulman. " Sono anni - dice Aldo Meneghini , un agricoltore del luogo, che  segnaliamo il pericolo ma nessuno interviene, una tragedia annunciata, abbiamo perso tutto, ci vorranno anni per  tornare alla normalità" Tutto il mondo è paese viene da pensare, lo sguardo si sposta  lungo le pendici della collinetta sovrastante non sembra esserci traccia di manutenzione degli affluenti mentre le sterpaglie trasportate dall'acqua denunciano, in qualche modo, che anche la manutenzione possa essere stata carente.

Ci riprenderemo- aggiunge Giovanna Magnani- ci sono punti in cui gli argini sono stretti e pieni di cespugli.Temevamo che  esondassero ma hanno superato l'esame, guai se avessero ceduto. Strano a dirsi ma i punti critici del "Paglia" hanno retto bene è laggiù che il giume ha tracimato. I lampeggianti dei pompieri e della stradale  che sbloccano lo svincolo autostradale per Orvieto rendono la scena surreale.

Il fiume ha rotto gli argini ad Allerona: non hanno retto ai 200 millilitri d’acqua che si sono rovesciati su Orvieto e i danni si contano in milioni di euro.  I quadro è nero, la gente è disperata. Con il cronista anche alcuni componenti dell'associazione " Euravia Onlus" di Castell'Umberto che hanno curato il servizio fotografico spingendosi in mezzo al fango e all'acqua.

In fondo, tra melma e desolazione, forse ci potrebbe essere chi già pensa di trarre vantaggio dalle forze distrutricci della natura scatenate dalla mano scellerata dell'uomo  che da anni  abbatte gli alberi, costruisce  a valle, cementifica dove non dovrebbe per puntare poi il dito contro il clima. Il copione si ripete cosi come la domanda d'obbligo: Ma tutto questo non si poteva prevenire? Forse. Intanto Fausto Galanello, consigliere  provinciale  ha chiesto alla Regione lo stato di calamità naturale. "Poco" più a sud, ad Orte, il cielo è sereno, fa caldo e a denunciare il disastro sull'Autosole c'è solo un laconico cartello scritto a mano "Svincolo per Orvieto chiuso".


Enzo Caputo
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