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Domenica 21 Luglio 2019 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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messina – la “festa della marina militare” con la deposizione di una corona d’alloro
 
MESSINA – LA “FESTA DELLA MARINA MILITARE” CON LA DEPOSIZIONE DI UNA CORONA D’ALLORO
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Eventi, Q-MAGAZINE

Si è celebrata a Messina la “festa della Marina Militare” con una cerimonia che ha visto la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento al Capitano di Corvetta sommergibilista Salvatore Todaro, decorato di medaglia d’oro al Valor Militare, posto nel piazzale antistante l’ingresso della Base navale di Messina, alla presenza del Comandante del distaccamento, Capitano di Vascello Giuseppe Catapano.

Presenti autorità civili e militari, fra cui il Gen. B. Vincenzo Tomei, Comandante Provinciale della G.d.F. di Messina e una rappresentanza della Sezione di Messina dell’ Ass. Naz.Sanità Militare Italiana presieduta dal Gr. Uff. Dr. Angelo Petrungaro.

Salvatore Todaro, nato a Messina il 16 settembre 1908, ha avuto una brillante carriera militare. Raggiunto il grado di Capitano di Corvetta nel 1940 ebbe dapprima il comando di un semplice sommergibile e in seguito quello di un sommergibile atlantico, il “Cappellini” con cui durante la Seconda Guerra Mondiale fu destinato alla base oceanica Betasom di Bordeaux. Ma conosciuta e ammirata è la cosiddetta “vicenda del Kabalo”, il piroscafo belga da lui affondato, ma i cui ventisei naufraghi egli raccolse e rimorchiò su di una zattera per ben quattro giorni e quando il cavo di rimorchio si spezzò li ospitò nel sommergibile fino a sbarcarli sani e salvi sulle coste delle isole Azzorre. E non fu l’unico episodio di questo genere. La stessa cosa accadde nella nuova missione fuori dalla base di Bordeaux quando il “Cappellini” affondò un piroscafo armato inglese nel tratto di mare tra le isole Canarie e la costa africana. Nel 1941, dietro sua richiesta, venne trasferito alla flottiglia MAS e assegnato alla 4ª flottiglia. Nel 1942 venne destinato alla base di “La Galite” in Tunisia dove, durante un mitragliamento, colpito da una scheggia alla tempia, morì. Aveva 34 anni.

Nell’occasione si sono ricordate le gesta dell’eroe di Premuda, Luigi Rizzo, anch’egli siciliano, nato a Milazzo l’8 ottobre 1887. Capitano di Corvetta, nella notte del 10 giugno 1918 riuscì a colpire e affondare la corazzata “Santo Stefano” della Marina austroungarica. Per questa azione venne insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia, non potendo essere insignito della seconda medaglia d’oro al valore militare in virtù del Regio Decreto 25 maggio 1915 che vietava di conferire alla stessa persona più di tre medaglie al valor militare. Quando il suddetto R.D. fu revocato e ne subentrò un altro in data 27 maggio 1923 gli fu revocata la nomina di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia e concessa la medaglia d’oro al V.M. Egli, già nel dicembre 1917, per l’affondamento della corazzata guardacoste austriaca “Wien” nella rada di Trieste, era stato decorato con la medaglia d’oro al V.M. e nel febbraio dell’anno successivo aveva partecipato con Gabriele D’Annunzio e Costanzo Ciano alla cosiddetta “beffa di Buccari”. Luigi Rizzo nel 1939 fu Consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Morì a Roma il 27 giugno 1951.

Da non dimenticare un’altra medaglia d’oro al VM: il Capitano di fregata Carlo Fecia di Cossato Comandante del sommergibile “Enrico Tazzoli” e della terza Squadriglia Torpediniere con insegna sulla torpediniera “Aliseo”. Decorato di medaglia d’oro nella cui motivazione si legge:”Valente e ardito comandante di sommergibile,…raggiungeva un totale di 100.000 tonnellate di naviglio avversario affondato, stabilendo un primato di assoluta eccezione nel campo degli affondamenti effettuati da unità subacquee”. Egli, dotato di spiccato senso dell’onore militare, in una lettera alla madre dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943 espresse tutto il suo rammarico per quell’ atto ignominioso. In pochi mesi vide crollare tutti i valori nei quali aveva sempre creduto : la Monarchia, la Patria , la Regia Marina. La profonda frustrazione lo portò al suicidio il 27 Agosto 1944.

Sempre in relazione alla Seconda Guerra Mondiale è da ricordare il Capitano di vascello Enzo Grossi che fu Comandante del sommergibile “ Barbarigo” con il quale attaccò e distrusse una corazzata statunitense della classe Meryland il 20 Maggio 1942 e una corazzata della classe Mississippi il 6 Ottobre dello stesso anno. Per tutto questo venne promosso e decorato con 2 medaglie d’oro al VM dal governo italiano e insignito della Croce di ferro di Prima classe e della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro dal Governo tedesco. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana e assunse il comando della base sottomarina di Bordeaux chiamata Betasom. Ad augusta per angusta.

Dr. Angelo Petrungaro

 

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