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corruzione in sicilia, il m5s apre un sito.
 
CORRUZIONE IN SICILIA, IL M5S APRE UN SITO.
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POSTATA DA: Scaffidi Catrinella Lorenzo
Attualità, PALERMO

Efficace,utile e propedeutica ad altre proposte, l’iniziativa lanciata nei giorni scorsi dal M5S all’ARS dove hanno presentato la nascita di un sito anticorruzione insieme al Giudice Ferdinando Imposimato

 “Il sito anti mazzetta è la risposta – ha detto la deputata alla Camera Giulia Di Vita – alla non azione della Regione, che inconcepibilmente ha evitato di costituirsi parte civile contro un suo funzionario, perché ‘le mazzette non costituiscono un fattore di particolare allarme sociale’. Per noi, invece, l’allarme c’è, ed è enorme. Anzi non mi pare di essere l’unica a definire la corruzione uno dei cancri della nostra società”.

Ma come funziona il sito ed a chi è rivolto?

Le denunce di traffici loschi, richieste di mazzette e quant’altro possono essere denunciate da chiunque, anche in forma anonima, collegandosi al sito www.segnalazioni5stelle.it compilando l’apposito form. A quel punto scatteranno le verifiche del caso e le eventuali segnalazioni alla Magistratura.

Esistono già alcuni siti istituzionali per la lotta alla corruzione ma non sembra che abbiano sortito gli effetti sperati. “Il motivo è molto semplice – dice la Di Vita – La gente non si fida del pubblico, mentre noi siamo visti come coloro che vogliono smantellare il marcio e i sistemi incancreniti e per questo ci viene accordata fiducia.

Alla conferenza stampa di presentazione che si è tenuta ieri all’Ars, hanno partecipato la deputata alla Camera Giulia Grillo, il deputato all’Ars Stefano Zito, Davide Del Monte, direttore di Transparency International-Italia ed il magistrato Ferdinando Imposimato.

“La corruzione – ha detto Imposimato – è una tassa occulta che paga il cittadino. Finora si sono fatte leggi propaganda ma di concreto non si è fatto nulla, anzi quando si è operato lo si è fatto per peggiorare la situazione, come nel caso della legge Severino, dove le pene per la concussione fraudolenta sono state ridotte da 12 a 8 anni”.

Per il magistrato è imprescindibile fare qualcosa dal punto di vista legislativo per cambiare le cose, visto “che il 95 per cento dei processi finisce in prescrizione”. L’idea dei sito-sentinella era nata in origine per contrastare la corruzione in Sanità, che ingoia grossissime fette di denaro pubblico
“Gli ultimi episodi di cronaca e gli ultimi arresti in Sicilia – dice Stefano Zito – ci hanno convinto ad allargare il campo d’azione. La corruzione non è solo di tipo macro, come quella relativa alla spesa farmaceutica, ma è anche micro e si estrinseca nel dipendente infedele che chiede un telefonino nuovo o nella banconota da 100 euro per velocizzare una pratica. La corruzione potrebbe annidarsi anche nella mancata trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nei bandi scritti male o cuciti su misura”.

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