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Lunedì 8 Marzo 2021 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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dopo il consiglio scatta la caccia al manifesto, per ora, 'fantasma'
 
DOPO IL CONSIGLIO SCATTA LA CACCIA AL MANIFESTO, PER ORA, 'FANTASMA'
dopo il consiglio scatta la caccia al manifesto, per ora, 'fantasma'
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FONTE NOTIZIA: Redazione
Politica, SINAGRA (ME)

Nino CarcioneAnche se il ragioniere è favorevole a fare pagare un po' meno di tasse ai sinagresi io dico che questa riduzione non la facciamo. E' siccome la scelta è politica decido di fare così. Poco conta se gli organi di informazione diranno che sono favorevole a far pagare di più.

Questo, in sintesi, quanto ha detto Antonino Carcione (foto), capogruppo della lista “ Ricostruiamo Sinagra”, cercando l'approvazione dei colleghi consiglieri di maggioranza che, seppure tiepida, è arrivata con l'approvazione della stangata fiscale per l'anno 2013. Una battuta banale, se non fosse che ha farne le spese saranno proprio i cittadini perché l'affermazione “bulgara” altro non era che la dichiarazione di voto con la quale il “politico” ha arringato i colleghi a bocciare gli emendamenti del vice presidente del consiglio Daniela Spanò che la minoranza ha approvato, che chiedeva, leggi alla mano, che quelle tasse fossero abbassate.

Così tra una risatina e l'altra (che ci fosse poi da ridere non si sa) Carcione ha ribadito il concetto anche per altre dichiarazioni di voto senza però, forse per il timore di averla sparata grossa, ripeterla integralmente. Chissà se la leggeremo, com'è giusto che sia, nella delibera consiliare o se il segretario riterrà di stendere un velo pietoso. Cosa non si farebbe per un attimo di notorietà, dice “Radio Piazza”.
Se parte del consiglio abbia gongolato o si sia imbarazzato non è dato capirlo. Palese sono stati invece gli andirivieni di Carcione durante i lavori. “Nino”, ha chiamato più volte il presidente Michele Pintabona (foto a dx)
(che ha mantenuto professionalità e competenza “resistendo” in un ruolo troppo spesso insidiato).

Intanto i lavori vanno avanti; il gruppo d'opposizione e la Spanò un altro ipotetico esperto di “recupero crediti” nel regolamento non lo vogliono proprio; già i cittadini hanno difficoltà a pagare l'ordinario. Che almeno questo costo non venga caricato sul loro groppone.  La “presidentissima” propone anche di non far pagare poveri e anziani con pensioni minime ma Carcione (che sembra obbedire ad una regia occulta) da quell'orecchio non ci sente. Forse ha premura, dice di avere fame, scherza.

Che paghino pure loro! E' poi se facciamo sconti- chiede il consigliere Anna Fogliani- su chi carichiamo poi la perdita? Sono calcoli fatti dall'ufficio, ripete spesso e in buona sostanza, il sindaco Vincenza Maccora, non ci sono i margini per derogare. L'ufficio ha fatto un lavoraccio, l'aula apprezza e ringrazia, c'è ora da stanare gli evasori per poter pagare di meno.

Il dibattito “entra nel vivo”. Il consigliere Vittorio Piazza chiede che l'amministrazione spieghi la sua scelta con i manifestini, la gente, specie nelle campagne, a suo avviso, potrebbe non capire. Il regolamento passa con i voti della maggioranza, l'opposizione si astiene, Spanò vota contro perché non vuole spremere i cittadini. Per le tariffe: si della maggioranza, no dal vice presidente e dall'opposizione che, lamentano compatti la mancanza di una programmazione finanziaria oculata che avrebbe permesso di abbassare gli importi.

Il consiglio finisce. Il “dibattito” si sposta nell'atrio, i pochi presenti si interrogano sul perché il consiglio “stangata” sia stato fissato alle 13 di sabato, giusto all'ora di pranzo. Non mancano le finezze giuridiche. Se la legge, una volta tanto, lascia liberi i comuni di fare qualche carezza ai cittadini perché, almeno, non prevederla?

Fuori piove magari “sul bagnato”. E intanto un “corvo” pare si aggiri vicino al “palazzo” per appiccicare “tazebao” alle porte e porre domande scomode. Qualcuna l'anticipa lo stesso sindaco: chi vuole silurare il perito edile Calogero Sirna tanto apprezzato dal tribunale?

Resterà fin quando ci sarà questa amministrazione assicura il primo cittadino. La minoranza ne chiede inutilmente copia al sindaco. Scatta la caccia al manifesto, per ora, “fantasma”. Cos'altro conterrà.

Par di vederlo il commissario Montalbano alle sei del mattino sperando di fotografare chi, “stivali di gomma” per non lasciare impronte e sfidare la pioggia, appiccica serafico manifesti. Infine, chi è, se c'è, lo “Zecchinetta” di turno e di Sciascia? I Giorni della Civetta hanno ancora da venire? E intanto tra qualche giorno andrà in aula il bilancio di previsione.

Enzo Caputo
 

Riceviamo & Pubblichiamo *
 
Caro Direttore,
Le mandiamo la dichiarazione di voto contro il piano finanziario Tares, fatta dai consiglieri: Emanuele Giglia, Calogero Corica, Lorena Piazza, Guglielmo Lacava e Cono Costantino.
Sull’approvazione del regolamento Tares, sul voto finale  ci siamo astenuti. Durante la discussione del regolamento abbiamo presentato degli emendamenti, in particolare per quanto riguarda all'art. 34.

ACCERTAMENTI, rivedendo la possibilità di rateizzare il tributo per chi si trova in uno stato di obiettiva difficoltà, la nostra proposta di modifica dell’art. 34 è Per quanto riguarda il regolamento tares, sul voto finale  ci siamo astenuti, e abbiamo presentato degli emendamenti che sono stati votati all'unanimità dal consiglio comunale,  per quanto riguarda all'art. 34. ACCERTAMENTI, rivedendo la possibilità di rateizzare il tributo per chi si trova in uno stato di obiettiva difficoltà. stata votata all'unanimità dal consiglio comunale. 
Inoltre, abbiamo proposto di destinare i proventi della lotta all’evasione per abbassare le tariffe delle utenze non domestiche e domestiche, tutto il consiglio comunale ha accolto in maniera positiva tale iniziativa.

IL DOCUMENTO DELL'OPPOSIZIONE
 

Il gruppo consiliare “Uniti per crescere” ritiene che, dopo il breve tempo avuto a disposizione per valutare il Piano Finanziario relativo al servizio di rifiuti, sono rimaste immutate le perplessità su di esso e su un tributo che graverà pesantemente sulle tasche delle famiglie, delle imprese e dei commercianti sinagresi, soprattutto in questo momento di grave crisi economica e occupazionale. Infatti, noi voteremo contro per i seguenti motivi:

1. Vi è uno scostamento pari ad € 61.000 tra le entrate previste in bilancio pari ad € 500.000 (confermate anche dalla relazione del revisore dei conti) e le somme previste nel piano finanziario pari ad € 439.000.

2. La scelta di ripartizione delle entrate tra utenze domestiche (72%) e utenze non domestiche (28%) doveva essere ponderata tenendo conto del fatto che il 90% delle utenze non domestiche (artigiani, commercianti, professionisti, imprenditori ecc) appartiene a famiglie di sinagresi già gravate dal pagamento della tassa sulle utenze domestiche.
La ripartizione dei costi al mq per le attività economiche penalizza alcune categorie di attività rispetto ad rispetto altre, infatti i costi al mq risultano essere:
bar € 12 mq - ristoranti € 16 mq - commercio di fiori  € 21 mq - banche € 3,7 mq . supermercati € 9,5 mq per alcune attività si avrebbe un costo insostenibile con il rischio di farle chiudere.

Pertanto, così come è avvenuto in diversi comuni della nostra provincia, poteva e doveva essere ridotta anche solo di alcuni punti percentuali la quota a carico delle attività (tenuto conto che all’80% delle suddette categorie viene applicata l’aliquota massima), rappresentando così un risparmio non indifferente per ciò che rappresenta la maggior parte dell’economia sinagrese. Da una nostra simulazione infatti risulta un aumento del 20% circa rispetto alla TIA 2012 per le utenze non domestiche.

3. Nel calcolo dei coefficienti per il riparto delle entrate per le utenze domestiche riteniamo che vada aumentata la quota fissa e ridotta l’incidenza della quota variabile.

I consiglieri di opposizione, pur rilevando lo sforzo che gli uffici dell’area competente hanno prodotto per la stesura del piano finanziario TARES e per il recupero di utenza non censite, evidenziano che l'amministrazione, ancora una volta, ha abdicato al suo ruolo: non ha compiuto alcuna scelta.

In un anno, invero, non è stata capace di presentare un piano industriale che potesse fare intravedere una riduzione dei costi del servizio; gli unici risparmi sono stati ottenuti in parte dalla chiusura dello sportello TIA, in parte della non applicazione del 10% di IVA sulla TARES e dall’economia realizzata con il ribasso di gara espletata a causa dell’emergenza rifiuti.

Il nostro gruppo ritiene inoltre che si doveva prevedere una  entrata minore sul bilancio 2013 e trasferire una parte dei costi del servizio che l'Ato ha svolto nei  primi sei mesi 2013 sul pluriennale 2014, tant’è che le fatture dell' Ato verranno pagate nel corso dell’ esercizio finanziario del prossimo anno.

Per tutti i motivi sopra esposti non possiamo approvare la proposta di deliberazione in quanto riteniamo che con questo atto si rischia di dare un colpo letale all'economia del nostro paese.

Emanuele Giglia, Calogero Corica,
Lorena Piazza, Guglielmo Lacava
e Cono Costantino

 
La redazione del www.quadrifoglionews.it, resta comuque disponibile a pubblicare le eventuali rettifiche o smentite da parte dell'amministrazione e/o degli uffici preposti.
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