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Mercoledì 21 Ottobre 2020 - Direttore Responsabile Salvatore Calà
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il paese, un luogo in cui si ritrovano le radici del proprio passato
 
IL PAESE, UN LUOGO IN CUI SI RITROVANO LE RADICI DEL PROPRIO PASSATO
il paese, un luogo in cui si ritrovano le radici del proprio passato
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FONTE NOTIZIA: Salvatore Calà
Turismo, NICOSIA (EN)

Un paese ci vuole, non fosse altro che per ritrovarsi. Nell'era Planetaria, della globalizzazione e del pensiero massificato, lo spiraglio per la salvaguardia dell'identità dell'uomo potrebbe stare tutta dentro uno scrigno: il Paese, un luogo quasi minuscolo fatto di stradine, di piazze, di palazzi, di finestre e balconi in cui l'individuo ritrova le radici del proprio passato.

Questo lo spirito di un gruppo, Paeseggiando, nato su Facebook tre anni addietro, fondato da una calabrese, Marisa Callisto, originaria di Malvito, cresciuta in Australia e tornata alla sua Terra dove vive con parte della sua famiglia. Paeseggiando, come tanti altri gruppi sul web, condivide principalmente l'idea di valorizzare i luoghi attraverso lo scatto fotografico, accompagnato da un breve commento che ne descrive la storia, ma che si confronta con espressioni dialettali, con proverbi, con credenze locali. E, nel caso specifico, cerca di valorizzare l'individuo partendo dal suo contesto reale, quello delle piccole tradizioni, degli usi dei costumi del Paese natio.

L'anima è tutta mediterranea. Per una sorta di simbiosi, probabilmente, al gruppo appartengono principalmente iscritti del sud d'Italia. Numerose in questi tre anni le iniziative portate avanti nell'ottica di affermare i propositi di base. Così in più occasioni si è voluto l'incontro dal vivo dei componenti, che hanno avuto modo di conoscersi de visu nelle manifestazioni svoltesi a Malvito, a Roggiano durante mostre artistiche e paeseggiate per i paesi. Sabato e domenica, 19 e 20 ottobre, una nutrita delegazione di Paeseggiando si è data appuntamento a Nicosia dove si è svolto un convengo Un paese ci vuole.

"E' stata un'occasione importante di confronto sul paese, sui paesi, sulle loro realtà, su quali strutture di pensiero adottare al fine di avviare processi consapevoli finalizzati al loro recupero e rilancio - spiega Marisa Callisto -. Sono state poste le basi per un'azione comune tra la Sicilia e la Calabria, che vede il delinearsi delle linee progettuali entro le quali operare".

Al convengo sono intervenuti Nino Arrigo, presidente dell'associazione culturale Il Museo del Presente, Annalisa Bonomo, presidente della Pro Loco di Nicosia, il sindaco Sergio Malfitano, l'assessore alla Cultura Maria Giovanna Scancarello, D'Urso Giovanni e Salvatore Lo Pinzino, rispettivamente presidenti dell'Associazione Sicilia Antica e Kiwamis Nicosia. "Ringrazio - spiega la presidente di Paeseggiando - LIno Farinella, Cristina Puglisi, direttore della testata storica di Nicosia l'Eco dei Monti, oltre che giornalista del Giornale di Sicilia, Luigina Scardino, docente e pittrice insieme, i cui quadri rappresentano i colori che ciascuno di noi dovrebbe portare dentro di sè, Filippo Altomare, il Barone Giuseppe Salomone per averci aperto le porte dell'antico palazzo di famiglia, i nicosiani presenti al convegno, e i componenti del gruppo Rosalia Calderone, Angela Di Bella, MIriam Carini, Manuela di S.Agata di Militello, entrambe pittrici, Silvietto e Carmela Sta, Angelina Andreoli e Patrizia Mollo, Luigi Lembo e Gianluca Grisolia, quest'ultimo in rappresentanza dell'associazione Culturale di Roggiano Gravina "Il Grillo Parlante", Lorena Lorenzo, Mariano Serpe, Antonio Pugliano, pittore le cui opere sono bene note a Nicosia. E come si propone il gruppo, la comitiva si è poi addentrata nel paese di Nicosia, visitando le stradine, i suoi magnifici palazzi e le sue bellissime chiese. Ha lasciato tutti col fiato sospeso il Palazzo Salomone. Ci si arriva dalla stradina principale, vicolo Salomone.

Ad attendere i paeseggiatori, il genitilissimo barone Giuseppe Salomone, erede di una dinastia di principi, di cui restano foto, documenti, lettere, quadri. La visita alle scuderie, con le sue magnifiche carrozze, l'angolo delle selle, le mozzafiato stanze da pranzo, dal letto, ancora arredate, la biblioteca con la bellissima raccolta di libri anche risalenti al 1500, ha aperto a due riflessioni imortanti. Una, la necessità che il passato non si disperda nell'abbandono.

E in questo senso Giuseppe si è fatto carico in un certo senso dell'intera dinastia, essendo, col fratello, unici eredi di un patrimonio inestimabile, ma difficile da gestire per carenza di risorse economiche. "Grazie a Giuseppe - dicono i visitatori - siamo potuti entrare nelle stanze, nelle cucine, lavanderie, nei salotti, toccando quasi con mano la storia di questa famiglia e rendendoci conto concretamente che il turismo culturale passa attraverso il recupero delle singole identià. L'altra che il cammino di Paeseggiando è sulla buona strada, quella della sensibilizzazione verso il recupero delle risorse umane.

La visita al castello di Sperlinga è stata un'altra occhiata alle bellezze dei Paesi, e a ciò che i paesi offrono dal punto di vista turistico, paesaggistico, architettonico e storico-clturale. E alla Granfonte di Leonforte. Anche lì: un altro pugno allo stomaco come un'emozione trattenuta negli occhi.
Graziella Mignacca
 
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